«Da una roccia, Arianna guarda Fedra sull’altalena. Assorta, appetta. Sono due giovani principesse, a Cnosso. Figlie di Minosse e di Pasifae. Hanno numerosi fratelli e sorelle. Anche un fratellastro, Asterio, dalla testa di toro. Suo padre è il grande toro bianco amato da Pasifae. Asterio è rinchiuso in un edifìcio costruito da un artefice ateniese fuggiasco, perché - si dice - avrebbe ucciso qualcuno. Fatto davvero strano, quella costruzione coperta. Le principesse conoscevano già il labirinto, ma davanti agli occhi di tutti: era uno spiazzo per la danza. Non sapevano, nessuno gliel’avrebbe detto, che quando i Cretesi cominciarono ad avere troppo a che fare con i Greci e il loro padre Minosse andava all’assalto del continente, era venuto anche il momento di coprire i propri segreti, e alla fine di vergognarsene. L’ateniese Dedalo costruisce a Creta un edificio che nasconde dietro la pietra sia il mistero (il tracciato per la danza) sia la vergogna (Asterio, il Minotauro). Da allora, e fino a oggi, il mistero è anche ciò di cui si ha vergogna.»

(Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia, 1987)

IMG: Lorenzo Tonda, Pasiphaë (2025)

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