«Ierogamia e sacrificio furono, un tempo, una sola cosa. Nella storia si scinde progressivamente quell'innominato. Il dio primordiale si uccideva e copulava nello stesso tempo. Gli uomini che lo ricorderanno non possono ripetere quell'impresa, se vogliono sopravvivere, e sono costretti a dividerla in due fasi: assassinio e copula, sacrificio e nozze. Ma nel sacrificio permane il sapore delle nozze, come nelle nozze il sapore del sacrificio. Qualcosa di tangibile accomuna quei gesti: la corona. Si viene incoronati ugualmente per andare al sacrificio e alle nozze. E l'ambiguità di quella corona è il riferimento costante e taciuto della scena tragica: gli episodi di malinteso, agnizione, doppio senso, che tendono il nervo tragico, derivano da quel primordiale doppio senso che è racchiuso nella corona.» (Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia, 1987)

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