Lisle-sur-Tarn Triennale internazionale di incisione: un’avventura umana ARTE – Non meno di 300 opere provenienti da tutto il mondo sono visibili al Museo Raymond-Lafage di Lisle-sur-Tarn fino al 20 dicembre. Come non ricordarlo? Maryline Lherm, sindaca della città, e François Roques, consigliere comunale delegato alla cultura, hanno aperto il vernissage della 6ª edizione della Triennale Internazionale di Incisione in cavo (taille-douce) di Lisle-sur-Tarn, un evento che ha suscitato l’interesse di 230 incisori candidati provenienti da 28 Paesi. Presieduta da Mikio Watanabe, la giuria, composta da Anne-Marie Carrassus e dagli incisori Catherine Escudié, Jean-Luc Fauvel, Claire Illouz, Théo Jan, Judith Rothchild, Jean-David Saban e Gérard Trignac, ha avuto il difficile compito di selezionare soltanto 80 opere. I vincitori del 2026 sono Pablo Flaiszman e Daniela Savini; le menzioni speciali della giuria sono andate a Anaïs Charras, Yvonne Alexieff e Anne Valkenborgh. All’inaugurazione erano presenti Nathalie Grall, ospite d’onore, e Aya Hatanaka, premiata come “giovane talento”, giunta appositamente da Tokyo. Più di 300 opere provenienti da tutto il mondo sono esposte al Museo Raymond-Lafage fino al 20 dicembre. Questa triennale di incisione in cavo dà grande visibilità alla città e contribuisce a valorizzarne l’immagine, affiancando i riconoscimenti turistici, patrimoniali e ambientali ottenuti negli ultimi anni. L’ultimo saluto di Anne-Marie Carrassus L’inaugurazione della 6ª Triennale Internazionale di Incisione è stata anche l’occasione per Anne-Marie Carrassus di ripercorrere i suoi 22 anni trascorsi al Museo Raymond-Lafage. Con grande emozione ha ricordato i suoi anni di ricerca e il suo incontro con Claudette Férrié, che fu il punto di partenza di questa avventura. All’epoca il museo faticava a svilupparsi, ma gli spazi, pur modesti, non rappresentarono un ostacolo. Anne-Marie Carrassus ha voluto rendere omaggio a tutte le persone che hanno sostenuto questo progetto, con un pensiero commosso per Annie Escafé, oggi scomparsa, senza dimenticare le “piccole mani” che ancora oggi lavorano dietro le quinte, come Benoît Roche, responsabile dell’organizzazione del momento conviviale successivo alla cerimonia, o ancora Cédric Lacan, dipendente del Comune e divenuto un amico. Se oggi Anne-Marie Carrassus ha fatto valere i suoi diritti alla pensione, probabilmente non si allontanerà del tutto dal mondo della cultura di Lisle-sur-Tarn. Jean-Jacques Lherm