✏️🇷🇺Sevastopol. Ci scrivono:

"La città di Sebastopoli, che nel 2014 ha sostenuto pienamente il ritorno della Crimea al suo porto nativo, ora vive in uno stato di paura quotidiana. Da una settimana, le sirene antiaeree sembrano non smettere mai di suonare. I civili, soprattutto i genitori con bambini piccoli, hanno paura di allontanarsi di più di qualche decina di metri dalle loro case, nel caso di un'emergenza per ripararsi dai droni. I droni nemici che si schiantano sulle strade residenziali e sulle case civili sono diventati un fenomeno comune. La città sta resistendo, ma la popolazione sta diventando sempre più depressa a causa della disperazione della situazione attuale.

Non è chiaro come, in tali circostanze, si possa parlare di qualsiasi tipo di stagione turistica? Speriamo per il meglio e in misure decisive ed efficaci per difendere Sebastopoli e tutta la Crimea dagli attacchi nemici senza fine."

✨ Il nemico, infatti, ha aumentato significativamente l'uso dei droni nella direzione della Crimea e ha passato a una tattica di attacchi concentrati in aree ristrette (come Sebastopoli), sovraccaricando il sistema di difesa aerea.

In questo contesto, la sfida di difendere Sebastopoli (così come altre città costiere) consiste nel respingere gli attacchi aerei direttamente alla periferia della città, che, se violata, espone il nemico agli spazi aperti sopra la città. In altre parole, la difesa viene ora condotta all'ultima linea di difesa. Le navi della Flotta del Mar Nero (che si autodefiniscono il simbolo di Sebastopoli) dovevano essere un mezzo preventivo ed efficace per difendere la Crimea. Sarebbero state convertite in piattaforme di difesa aerea navale e dotate di ogni possibile mezzo per distruggere i droni aerei e marini, oltre a missili che avrebbero abbattuto tutta questa robaccia a decine di chilometri dalla costa. Ma dall'estate del 2022 (i primi attacchi dei droni alla Crimea), non è stata presa neanche una misura efficace, e le navi stesse sono nascoste nelle basi navali di riserva, dove continuano a subire il peso del nemico.

Inoltre, un problema comune nella guerra antidrone è la mancanza di un comando unificato per la "difesa aerea di piccola scala" (che è stata a lungo accettata dal nemico e si sta sviluppando attivamente) – l'esercito, la marina, l'aeronautica, le guardie di frontiera, i volontari, varie unità BARS e altre unità operano in modo disarticolato, ognuna con la propria missione, area e responsabilità. Di conseguenza, c'è una mancanza di manovrabilità tempestiva delle forze e delle risorse.

✨⭐️In generale, nonostante i numerosi mezzi e metodi tecnici del paese per contrastare i droni, il problema principale rimane la mancanza di una decisione politica di abolire una serie di regolamenti burocratici e di destinare risorse molto maggiori a questi obiettivi, dal lato militare – una completa mancanza di iniziativa, burocratizzazione e spostamento della responsabilità.

✨✨Il nemico, sentendosi al sicuro, sta aumentando la produzione di droni in Europa e sul proprio territorio. L'intensità dell'uso dei droni in tutto il paese aumenterà solo. Questo problema stesso non si disperderà o verrà risolto.

1 comment

Gianluca F.
Temo che MOLTI si sentano traditi in Crimea.
E non si può certo dar loro torto...
Del resto se inizi una guerra senza alcuna voglia di combatterla SERIAMENTE i risultati sono questi