Giuseppe Masala Chili
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MPS: le battute finale.
Nella infinita saga della catastrofe economica e finanziaria definita "scandalo MPS" siamo alle battute finali.
Dopo aver fallito gli stress test della Bce che ha visto la banca toscana ultima in Europa per capacità di resistere ad uno shock a causa del fatto che - evidentemente - la qualità delle sue attività è di infimo livello reale a Roma e a Milano (oltre che a Francoforte) si sono resi conto che è arrivato il momento di chiudere la questione (si spera in via definitiva). Banca Unicredit ha deciso (immagino sotto pressione di Roma) di accettare di sedersi al tavolo delle trattattive a condizione che l'operazione di acquisizione sia neutra rispetto ai suoi ratios. Ergo, i milanesi sono disposti a comprare parti della banca toscana, basta che non ci perdano una lira che sia una, neanche in prospettiva. Dunque, gli assets problematici rimarranno tutti sul groppone dell'attuale composizione azionaria, ovvero sia lo stato-pantalone (puta caso). Non manca certo la fantasia ai ragionieri del ministero del tesoro per trovare l'assetto corretto affinché questo accada, del resto, a pagare sarà il popolo bue. Probabilmente verrà costituita qualche società veicolo di proprietà dello stato dove verranno fatto confluire assets problematici e obbligazioni presenti e future e Pantalone pagherà a pie' di lista. Al solito.
Peraltro è quanto già avvenuto con le due banche venete strafallite, acquisite da Banca Intesa dopo essere state debitamente spurgate di tutti gli assets problematici e messi sul groppone del solito Sior Pantalone.
Circolano già le prime voci sul conto da pagare. L'agenzia americana Bloomberg avanti ieri ha lanciato una notizia dove si dice che lo stato prima dell'acquisizione da parte di Unicredit provvederà ad un aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro che si aggiungono ai 5,5 miliardi pagati all'atto della nazionalizzazione. Dunque il conto complessivo per il Sior Pantalone sarà di 9 (nove) miliardi? Ma manco per sogno, dopo si aprirà - appunto - il tema dei crediti deteriorati e delle obbligazioni presenti e future legate ai contenziosi legali in corso relativi agli enormi bidoni tirati ai risparmiatori da MPS in questi anni. Il conto complessivo probabilmente sarà tra i 15 e i 20 mld complessivi (tenete conto che bisogna contare anche le innumerevoli prebende concesse dal Tesoro in questi anni al sistema bancario per tenerlo a galla e di cui ha usufruito anche Mps, come per esempio le garanzie statali sulle obbligazioni emesse e gli sconti fiscali).
Insomma, una catastrofe immane, per i conti dello stato ai quali andrebbero aggiunte le perdite subite dai risparmiatori.
E poi che dire, siamo nel pieno di una crisi di proporzioni enormi, l'anno scorso abbiamo perso il 9% di Pil e di certo non sarà il Recovery Fund a rimetterci in carreggiata. Senza considerare che siamo a tutt'oggi tenuti in vita (finanziariamente) dalla Bce che immette danaro a rotta di collo, ma presto o tardi il Tapering dovrà iniziare e quando si poserà la polvere vedremo l'entità del disastro. Anche bancario. Non penserete che sistemato MPS, una volta per tutte, per il sistema bancario non ci saranno più problemi con quel popò di crisi che stiamo vivendo? Credo che se pensate questo siete degli inguaribili ottimisti.
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