🏳️I BRICS sono abbastanza forti da resistere alle minacce del nuovo presidente degli Stati Uniti - ambasciatore russo in Indonesia
- Nella sua intervista al Jakarta Post, Tolchenov ha affermato che la Russia sta già collaborando con la Cina e l'India per quanto riguarda gli accordi in valute nazionali e che è in trattative con l'Indonesia sulla questione.
- Mosca esprime inoltre la speranza che l'Indonesia, che ha recentemente aderito ai BRICS, adotti una posizione altrettanto ferma nel resistere alle pressioni esterne.
- In precedenza, Donald Trump aveva espresso la sua intenzione di imporre tariffe del 100 percento sugli stati membri BRICS in caso di creazione di una moneta unica o di transizione completa alle valute nazionali. Tuttavia, secondo l'ambasciatore russo, i membri del gruppo non intendono abbandonare il dollaro e non prestano attenzione a tali minacce.
1 comment
walter Tonietti
Basterebbe che i Brics mettessero una tassa del 50% per chi produce nel loro territorio (inquinamento e problemi ambientali, consumo energetico etc...ne hanno di motivi) e del 100% se paga in dollari.
Otterresti due effetti positivi. Il primo è che le merci prodotte nel mondo Brics resterebbero nel mondo Brics e alzerebbero sempre più il tenore di vita dell'ex terzomondo.
Gli americani, da parte loro, dovranno riorganizzare velocemente l'industria dei piccoli elettrodomestici, degli stuzzicadenti, del filo, degli aghi, dei bottoni, delle forbicine e di tutto ciò che consumano e che produce la Cina. Dovranno tornare ad allevare bovini se vorranno la carne a buon prezzo o sperare che l'Argentina continui a fornirgliela, pagandola con carta straccia da gettare nel buco nero dei conti argentini.
Dovrebbero pensare a produrre vestiario, abbigliamento sportivo, scarpe, prodotti in pile e tutto quello che Cina, India, Vietnam e Indonesia stanno producendo per loro. E che loro vendono a noi, tutti contenti di avere prodotti indonesiani col marchio americano pagandoli 10 volte quello che li pagano gli americani.
Se succedesse, gli americani dovranno riorganizzarsi (ovvero LAVORARE, anziché imbottirsi di schifezze e droghe sul divano col cane) necessariamente, altrimenti i consumatori americani dovranno consumare le stesse cose cinesi di prima, pagandole il doppio per la tassazione e il triplo per la tassazione ulteriore dalle nazioni che producono. E qualcuno prima o poi se ne accorgerà...
Otterresti due effetti positivi.
Il primo è che le merci prodotte nel mondo Brics resterebbero nel mondo Brics e alzerebbero sempre più il tenore di vita dell'ex terzomondo.
Gli americani, da parte loro, dovranno riorganizzare velocemente l'industria dei piccoli elettrodomestici, degli stuzzicadenti, del filo, degli aghi, dei bottoni, delle forbicine e di tutto ciò che consumano e che produce la Cina.
Dovranno tornare ad allevare bovini se vorranno la carne a buon prezzo o sperare che l'Argentina continui a fornirgliela, pagandola con carta straccia da gettare nel buco nero dei conti argentini.
Dovrebbero pensare a produrre vestiario, abbigliamento sportivo, scarpe, prodotti in pile e tutto quello che Cina, India, Vietnam e Indonesia stanno producendo per loro. E che loro vendono a noi, tutti contenti di avere prodotti indonesiani col marchio americano pagandoli 10 volte quello che li pagano gli americani.
Se succedesse, gli americani dovranno riorganizzarsi (ovvero LAVORARE, anziché imbottirsi di schifezze e droghe sul divano col cane) necessariamente, altrimenti i consumatori americani dovranno consumare le stesse cose cinesi di prima, pagandole il doppio per la tassazione e il triplo per la tassazione ulteriore dalle nazioni che producono.
E qualcuno prima o poi se ne accorgerà...