"Rapporto di sacrificio" Mentre stampa e media dedicano paginate e maratone tv alla defunta testa coronata e al suo successore con toni aulici e colmi di rimpianto (nostalgia di Casa Savoia?), banchieri centrali e cancellerie istruiscono i loro sudditi devoti su come adeguarsi alla nuova economia di guerra. La cosa folle eĢ che la deliberata creazione di una recessione eĢ un fatto cosiĢ pacifico e accettato allāinterno dellāestablishment finanziario che hanno persino dato un nome allāaumento della disoccupazione programmata: ārapporto di sacrificioā (sacrifice ratio). Ad esempio, Jerome Powell, il capo della Federal Reserve, ha calcolato che ci vorraĢ molta disoccupazione per portare lāinflazione dallā8% negli Stati Uniti al 2%. E quindi aumenti molto consistenti dei tassi dāinteresse, che saranno attuati fino al ritorno alla stabilitaĢ dei prezzi, dunque āci vorraĢ tempoā e āfaraĢ soffrire le famiglie e le imprese americaneā. Isabel Schnabel, unāex professoressa tedesca di economia e ora molto influente nella Bce, ha detto la stessa cosa: saraĢ necessario un aumento della disoccupazione piuĢ alto del previsto allāinterno dellāarea dellāeuro. La sua argomentazione eĢ la stessa: lāinflazione eĢ unāidra dalle mille teste e, se non la abbattiamo ora, cresceraĢ e sfuggiraĢ al controllo. I prezzi salgono a causa di situazioni reali che non hanno nulla a che vedere con il livello dei tassi dāinteresse, tantomeno con il livello attuale dei salari. La loro ascesa non renderaĢ piuĢ disponibili le materie prime a buon mercato, neĢ spingeraĢ Mosca a fornirci gas ai prezzi di prima, ammesso che il gas lo fornisca. La recessione non cāeĢ bisogno di provocarla, eĢ ormai dietro l'angolo. In Europa, il āgas shockā sta giĆ svuotando i portafogli dei consumatori. NeĢ i rischi di un conflitto globale neĢ le file alle mense dei poveri stanno svegliando i sonnambuli a capo delle banche centrali e i loro rappresentanti politici. Sudditi inclusi naturalmente, in trepida attesa dell'uscita del nuovo Iphone. (Mario Rossi, Facebook)