La contestazione del certificato verde – certificato la cui natura sproporzionata e incongrua alle finalità dichiarate dovrebbe essere oramai chiara a tutti – è andata costantemente crescendo nelle ultime settimane.
Questa era l’ultima manifestazione nazionale prima dello sciopero dichiarato a partire dal 15 ottobre, in occasione dell’estensione del GP all’intero mondo del lavoro. Settori lavorativi strategici del paese hanno annunciato l’adesione allo sciopero.
Già molti presidenti di regione hanno fatto presente al presidente del consiglio come ci si trovi di fronte ad un possibile blocco delle attività che risulterebbe insostenibile.
Nei giorni scorsi autorevoli audizioni al Senato presso la commissione Affari Costituzionali hanno piallato senza remissione le motivazioni scientifiche sbandierate a supporto del GP.
Per il presidente Draghi l’incubo di una capitolazione, che incenerirebbe le proprie ambizioni alla presidenza della Repubblica, si profilava all’orizzonte.
Ed ecco che in questo contesto preoccupante, dove il rischio di un’unificazione trasversale del mondo del lavoro è dietro l’angolo, scende luminosa in scena la Provvidenza.
La Provvidenza prende qui la forma di una ventina di ultras neofascisti che vanno ad attaccare proprio la sede del maggior sindacato italiano.
A questo punto l’identificazione, reiteratamente tentata in precedenza, della contestazione al GP con la minaccia fascista è servita su un piatto d’argento.
A questo punto i lavoratori che prossimamente potrebbero aderire allo sciopero, spesso in settori sindacalizzati fieramente antifascisti, possono essere additati come fiancheggiatori del fascismo.
Un colpo durissimo alla vigilia del momento decisivo di questa vicenda.
Non c’è che dire, la Provvidenza in Italia funziona sempre benissimo.
Sarebbe successo comunque, fossero anche stati in 5 a sfondare una vetrinetta. E se proprio nessuno di sua sponte avesse spaccato alcunché, ci avrebbe pensato qualche apparato dello stato. Sarebbe persino successo se non ci fosse stata nessuna manifestazione! Non è tempismo, è che a questo governo è necessario alimentare divisione e discredito, ne ha bisogno come l'aria.
Dobbiamo solo con dolce e forte fermezza tirare dritto. Occorre solo continuare con fisobbedienza civile manifestazioni. Ignorare il loro teatrino è la prima rehola. Se non esisyono non esistono e cosi non esisternno. Funzioba cosi. Se li bogliamo battere. Occorre usare con loro esattamente armi e stategie opposte lle
Indipendentemente da quanto successo ieri, credo che scioperi e blocco delle attività e dell' economia avverranno comunque. Perché chi non vuole vaccini e pass ha capito che la battaglia non è politica, ma è per la propria sopravvivenza. Che poi questa si chiami fascismo, comunismo o vattelapesca, non ha importanza.
Anch’io non credo che gli episodi telecomandati di ieri bloccheranno il fiume che è nato. Il fiume in piena, per definizione, non si argina. Dobbiamo solo andare avanti dritti, ognuno come può, tutti uniti. È vero, è una questione di sopravvivenza.
Ignorare il loro teatrino è la prima rehola. Se non esisyono non esistono e cosi non esisternno. Funzioba cosi. Se li bogliamo battere. Occorre usare con loro esattamente armi e stategie opposte lle