Β«[β¦] l'esistenza divina conosce lotte, angosce, minacce, difficoltΓ : ma queste sono ππππππππππππππ‘π π ππ‘π’ππ‘π πππ πππ π ππ‘π, cioΓ¨ in quella sfera temporale cui appartiene la totalitΓ degli eroi e la gran maggioranza delle "collettivitΓ mitiche" - un passato che puΓ² essere cosmogonico (lotte come la Titanomachia, ecc., le. minacciate infanzie divine) e puΓ² anche non esserlo, nel qual caso esso coincide perfettamente con l'epoca eroica, in cui effettivamente parte di quelle lotte si svolge. La perfezione, la sicurezza e la felicitΓ , gli dΓ¨i le hanno πππππ’ππ π‘ππ‘π in un passato non dissimile da quello degli altri esseri mitici, ma che per loro non era che condizione di un'altra e immutabile forma d'esistenza in un eterno ππππ πππ‘π.Β» (Angelo Brelich, Gli eroi greci. Un problema storico-religioso, 1958)