Β«[…] l'esistenza divina conosce lotte, angosce, minacce, difficoltΓ : ma queste sono π‘–π‘šπ‘šπ‘Žπ‘›π‘π‘Žπ‘π‘–π‘™π‘šπ‘’π‘›π‘‘π‘’ π‘ π‘–π‘‘π‘’π‘Žπ‘‘π‘’ 𝑛𝑒𝑙 π‘π‘Žπ‘ π‘ π‘Žπ‘‘π‘œ, cioΓ¨ in quella sfera temporale cui appartiene la totalitΓ  degli eroi e la gran maggioranza delle "collettivitΓ  mitiche" - un passato che puΓ² essere cosmogonico (lotte come la Titanomachia, ecc., le. minacciate infanzie divine) e puΓ² anche non esserlo, nel qual caso esso coincide perfettamente con l'epoca eroica, in cui effettivamente parte di quelle lotte si svolge. La perfezione, la sicurezza e la felicitΓ , gli dΓ¨i le hanno π‘π‘œπ‘›π‘žπ‘’π‘–π‘ π‘‘π‘Žπ‘‘π‘’ in un passato non dissimile da quello degli altri esseri mitici, ma che per loro non era che condizione di un'altra e immutabile forma d'esistenza in un eterno π‘π‘Ÿπ‘’π‘ π‘’π‘›π‘‘π‘’.Β» (Angelo Brelich, Gli eroi greci. Un problema storico-religioso, 1958)

IMG: Peter Paul Rubens, Titanomachia (1637-1638), MusΓ©es royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles

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