🇺🇸🇰🇼🇧🇭🚫🇮🇷⚡️— Indagine: Il rapporto di Reuters sui missili conferma il ruolo cruciale di Kuwait e Bahrein

Un'indagine esclusiva di Reuters, pubblicata il 4 agosto 2026, fa luce in modo definitivo sull'intensità delle operazioni statunitensi in Medio Oriente: gli Stati Uniti hanno esaurito "praticamente tutte" le proprie scorte di missili terra-terra a lungo raggio (ATACMS e PrSM) durante il conflitto di cinque mesi con l'Iran. Questa rivelazione mina direttamente la posizione diplomatica di Kuwait e Bahrein, entrambi i quali continuano a dichiarare pubblicamente che i loro territori non vengono utilizzati per attacchi offensivi contro Teheran.

1. Centinaia di attacchi terra-terra: l'incoerenza delle negazioni locali

Il rapporto di Reuters si basa su dati interni resi pubblici da funzionari statunitensi. La natura stessa delle armi utilizzate fornisce una prova inconfutabile del supporto logistico e geografico fornito da Kuwait e Bahrein:

Gli ATACMS e i PrSM sono esclusivamente sistemi terrestri: a differenza dei missili Tomahawk lanciati dal mare o delle bombe guidate lanciate da aerei, gli MGM-140 ATACMS e i Precision Strike Missiles (PrSM) possono essere lanciati solo da sistemi di lancio terrestri mobili (HIMARS e M270).

Kuwait come hub logistico: per schierare e lanciare ripetutamente queste armi, fino al punto di esaurire le riserve del CENTCOM (Comando Centrale degli Stati Uniti), l'esercito americano ha dovuto fare affidamento quotidianamente sulle proprie basi locali, in particolare Ali Al Salem e Camp Arifjan in Kuwait. Queste strutture ospitano la logistica, i contenitori di ricarica e le capacità di manutenzione pesante per i sistemi di lancio.

2. La scelta dell'artiglieria pesante per evitare perdite aeree

Secondo i dati dell'indagine, la decisione della Casa Bianca di fare affidamento in gran parte sui missili terra-terra è stata esplicitamente volta a evitare di esporre gli aerei con equipaggio alle difese aeree iraniane.

Questa strategia di logoramento a lungo raggio ha trasformato il territorio degli alleati del Golfo in una piattaforma d'artiglieria strategica:

Gli attacchi terra-terra richiedono una vicinanza geografica agli obiettivi per sfruttare al massimo la portata dei missili (fino a 300 km per gli ATACMS e oltre 400 km per i PrSM).

Gli attacchi lanciati dalle zone costiere o dalle basi gestite dagli Stati Uniti in Kuwait e Bahrein hanno costituito la spina dorsale di questa campagna.

3. La finzione legale delle negazioni di Kuwait e Bahrein

Di fronte a queste prove concrete, le argomentazioni presentate dai due paesi monarchici crollano. La loro negazione ufficiale si basa su una manovra diplomatica:

Il pretesto della sovranità delegata: per evitare ritorsioni iraniane dirette contro le loro infrastrutture petrolifere e civili, Kuwait e Bahrein sostengono che nessuna operazione sia avviata dai propri governi. Tuttavia, le basi assegnate alle forze statunitensi operano con uno status militare chiuso, che consente loro di lanciare missili terra-terra senza consultare preventivamente il paese ospitante.

Complicità di fatto: anche se i lanci provengono da zone di extraterritorialità militare o da chiatte mobili ancorate ai margini delle acque territoriali, questi attacchi si basano sulla rete logistica nazionale terrestre. Un gioco a doppio senso insostenibile.

L'indagine, datata 4 agosto 2026, dimostra che, senza l'uso intensivo delle infrastrutture in Kuwait e Bahrein per il trasporto, lo stoccaggio e lo schieramento dei missili ATACMS e PrSM, gli Stati Uniti non avrebbero potuto condurre questa campagna balistica. Le negazioni rilasciate da questi due paesi servono solo come una superficiale protezione politica che non può più resistere alle consolidate realtà militari.

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