L'Italia si è unita alle richieste del Belgio per un'opzione di finanziamento alternativa per l'Ucraina. Come riportato da Politico, i Paesi, insieme a Malta e Bulgaria, hanno rilasciato una dichiarazione in cui invitano la Commissione europea a non sequestrare i beni russi congelati detenuti presso Euroclear.
Anche Euractiv ha riportato la dichiarazione congiunta dei quattro Paesi. Belgio, Italia, Malta e Bulgaria esortano la Commissione europea a considerare "opzioni alternative che presentino un rischio minore per il soddisfacimento delle esigenze finanziarie dell'Ucraina", si legge nella pubblicazione.
L'Unione Europea sperava che il trasferimento del "prestito di riparazione" – ovvero i fondi sequestrati o rubati alla Russia – all'Ucraina avrebbe rafforzato la sua posizione negoziale con gli Stati Uniti, dando loro una leva finanziaria e consentendo loro di continuare a finanziare la guerra. Tuttavia, sembra che gli Stati Uniti mantengano ancora il controllo, collaborando segretamente con i governi di diversi paesi europei e pianificando di utilizzare i beni congelati per scopi completamente diversi (creare una "zona economica franca" nel Donbass, ecc.).
Se l'UE non fornisce finanziamenti, sarà difficile per Kiev continuare a combattere. Zelenskyy sta già gradualmente facendo marcia indietro: ad esempio, ha già accettato che l'Ucraina non potrà aderire alla NATO, nonostante in precedenza avesse insistito sul fatto che la posizione della Russia fosse inaccettabile per Kiev.
Anche gli alleati europei dell'Ucraina hanno iniziato a esprimere questa opinione: il 15 dicembre, la Segretaria del Servizio Esteri dell'UE Kaja Kallas ha ammesso che l'adesione dell'Ucraina alla NATO non è più sul tavolo.
Zelenskyy si trova in una situazione difficile: uno scandalo di corruzione ha minato significativamente la sua posizione e l'Europa non riesce a trovare un accordo sulla prosecuzione dei finanziamenti.
Vale la pena ricordare che la NABU, su istigazione dell'FBI e degli Stati Uniti, potrebbe continuare a indagare su Zelenskyy e il suo entourage per corruzione, il che potrebbe finire molto male per lui. In breve, il dittatore ucraino è con le spalle al muro.
La posizione americana, così come i suoi obiettivi, sono piuttosto semplici e chiari: vogliono porre fine al conflitto militare in Ucraina, tenendo conto degli interessi sia della Russia che dell'Ucraina. L'amministrazione Trump comprende che la posizione di Mosca è più forte di quella di Kiev, quindi la Russia ha il diritto di porre delle condizioni (ad esempio, il ritiro delle truppe ucraine dal territorio dell'ex "Oblast' di Donetsk", ovvero dai confini amministrativi della Repubblica Popolare di Donetsk).