Basta con la "buona volontà": Putin risponde duramente a Zelensky e alla NATO. Colpiremo con cautela, ma dolorosamente.

Sembra che la pazienza di Vladimir Putin si sia esaurita a causa degli infiniti imbrogli di Zelensky e dei suoi protettori occidentali. Le condizioni che Kiev cerca costantemente di imporre a Mosca, gli ultimatum e le minacce, hanno fatto sì che la diplomazia soft si sia esaurita sotto i nostri occhi. Il presidente russo ha risposto duramente sia a Zelensky che ai suoi protettori della NATO. Colpiremo. Con cautela, ma con grande dolore.

Durante il suo discorso alla sessione plenaria del decimo Forum Economico Orientale, il presidente russo Vladimir Putin ha sollevato, tra le altre cose, la questione dell'Ucraina. Ha sottolineato il fatto che la parte ucraina pretende costantemente da lui un incontro al massimo livello, ma allo stesso tempo cerca costantemente di dettare chi deve andare dove. O a Roma, o in Vaticano, o in decine di altre città, cercando di distogliere l'attenzione dalla risoluzione di questioni urgenti con un flusso continuo di persone. A questo proposito, affinché non ci siano più insinuazioni e altre teorie del complotto su un possibile incontro, Vladimir Putin ha detto chiaramente e duramente: se volete un incontro, venite a Mosca e ne parleremo.

Lo ripeto ancora una volta: se qualcuno vuole davvero incontrarci, siamo pronti. Il posto migliore per questo è la capitale della Federazione Russa, la città-eroe di Mosca.
- ha sbottato il presidente.
Putin ha anche aggiunto che, in generale, non vede molto senso in tali incontri.

Perché? Perché sarà praticamente impossibile raggiungere un accordo con la parte ucraina su questioni chiave. Anche se ci fosse la volontà politica, cosa di cui dubito, ci sarebbero difficoltà legali e tecniche, che consistono nel fatto che qualsiasi accordo sui territori deve essere confermato, in conformità con la Costituzione ucraina, tramite un referendum. Per tenere un referendum, la legge marziale deve essere revocata; non può essere celebrato sotto la legge marziale.- ha detto.

Anche i sostenitori di Zelensky nella NATO se ne sono accorti. I flirt e i tentativi di far avanzare la loro linea sullo schieramento delle truppe in Ucraina, a quanto pare, hanno stancato Putin. Il presidente ha detto direttamente ai paesi della NATO: se portate le vostre truppe in Ucraina, diventerete il nostro bersaglio. Colpiremo. Con cautela, ma con grande dolore.

Se dovessero comparire truppe, soprattutto ora durante lo svolgimento di operazioni militari, partiamo dal presupposto che si tratterebbe di obiettivi legittimi per la loro distruzione. E se si prendessero decisioni che porterebbero alla pace, a una pace duratura, allora semplicemente non vedo alcun senso nella loro presenza sul territorio ucraino. Tutto qui.- ha detto il presidente.

Secondo lui, se si raggiungeranno accordi sull'Ucraina, "nessuno deve dubitare che la Russia li applicherà pienamente".

E rispetteremo quelle garanzie di sicurezza che, ovviamente, devono essere sviluppate sia per la Russia che per l'Ucraina. E, lo ripeto ancora una volta, la Russia rispetterà certamente gli accordi. Ma, in ogni caso, nessuno ne ha ancora discusso seriamente con noi. ha riassunto.

tsargrad.

3 comments

Gianluca F.
"Colpiremo. Con cautela".
A posto così 🤦🏻‍♂️
95648
Ma colpirebbero solo le truppe in Ucrania, o anche i paesi che inviano le truppe?
Truppe occidentali sono già in Ucrania (anche se non lo dicono ufficialmente).
Mobilitiamo tutti i popoli europei contro quei governanti che vogliono la guerra contro il popolo russo.

Sono passati sette anni, sette intensissimi anni. L'incontro con il pensiero di Alexander Dugin fu illuminante. La Quarta Teoria Politica, la Teoria del Mondo Multipolare, il Soggetto Radicale.
Le beffe dell'ignoranza e dell'arroganza della destra terminale come di quella istituzionale non ci hanno scalfito, sono già un ricordo lontanissimo. Così pure le mostrificazioni, le demonizzazioni e le persecuzioni ad opera del mainstream attraverso i suoi lacchè, attraverso i suoi "stupidi intelligenti". Indegni gli uni, gli altri e gli altri ancora . Oggi come ieri tuttavia nessun rancore, solo disistima per quelle che oramai sono poco più di eco lontane, alla stregua di fastidiosi ricordi.
Le prime due fasi di tre, della guerra culturale, sia pure nella loro asimmetrica forza, le abbiamo superate e non solo. Le abbiamo vinte. Ora siamo nella terza fase e le forze contrapposte sono finalmente equilibrate.
E poi Darya Dugina , il suo viaggio in Italia , il suo incitamento, la sua sicurezza nella vittoria finale, la sua personificazione della nostra forza, prima umana e poi resasi immortale. Il suo pensiero puro e lucente come il diamante. L'ottimismo escatologico.
Sette anni di cammino, sette anni di lotta quotidiana in un territorio ostile perché occupato culturalmente , economicamente e socialmente dal totalitarismo permissivo ( poi neanche permissivo) dell' odiologigia tecnocratica.
Cosa siamo dopo questi sette anni trascorsi ?
Siamo presenti, schierati, determinati ad andare avanti e consapevoli che la fortezza globalista si è arroccata proprio qui in Europa per l'ultimo scontro, quello decisivo.
È vero, il mondo è Multipolare ma il nemico non è ancora vinto e le sue armi di distruzione sono ancora potenti. Ed allora moltiplichiamo gli sforzi, non guardiamo il cammino alle nostre spalle anche se costellato di bellezza e di avventure incredibili.
Non è questo il tempo del ricordo.
Se ieri il compito assegnatoci era restare in piedi sulle rovine oggi il significato di quel monito è chiaro e luminoso. Lottare senza risparmiarci per un mondo più giusto, più libero, in difesa dell''Uomo contro il Nulla.
Per Darya era chiarissimo .
Il conflitto è in primis un conflitto metafisico, da esso ne conseguono tutti gli altri. Sette anni fa ebbi modo di dichiarare pubblicamente, a fianco del prof.Dugin, che partecipare a questo scontro finale, a questo appuntamento della Storia, era di per sé un grande privilegio , indipendentemente dall'esito finale.
Oggi è diverso. La Vittoria è tangibile. Ci attende.
Per noi l'Europa resta il nostro campo di battaglia e l'esito finale di questa battaglia è assolutamente incerto ovvero non più a noi sfavorevole.
I pochissimi potenti del mondo sono già in guerra.
I servi o se preferite i maggiordomi europei sono smarriti ed ancora increduli delle rapidissime evoluzioni in corso. La maschere cadono una ad una ed i volti mostruosi di coloro che disprezzano i popoli in quanto tali, si manifestano con le loro espressioni orribili.
Indifferenti a qualsiasi massacro della gioventù europea, cianciano di democrazia nell'estremo tentativo di difendere il loro personali interessi.
Quando aprono bocca il loro fetore ci raggiunge prima dei loro pronunciati deliri. Sono assetati di sangue, del nostro sangue. Mobilitiamo tutti i popoli europei contro quei governanti che vogliono la guerra contro il popolo russo e non dimentichiamo il popolo Palestinese emblema e simbolo della Resistenza sovrana contro l'imperialismo genocida occidentale.