In un post il primo giorno di guerra scrissi che un attacco all’Iran avrebbe provocato un addensamento nazionalistico prima ancora che ideologico tra popolo e poteri, altri l’hanno ribadito dopo. Inoltre, anche i novizi di politica sanno che ai movimenti di resistenza non bisogna mai dare un martire.
Ma c’è di peggio. Il martirio, nello sciismo è un fondamento, l’Ashura è la principale festa religiosa dello sciismo e verte sul pentimento per aver permesso il martirio di Hosein nel 680 a Kerbela (basso Iraq). Il martire -shadid- testimonia l’ingiustizia e l’empietà del potere avverso, in pratica il Male.
Non è un caso, secondo me, che la storia dello sciismo diventi poi una storia degli iranici (che con sorpresa e meraviglia molti stanno scoprendo che non sono arabi ed hanno pure un sofisticato modo di fare ironia), antichissima etnia di un altipiano da cui discende la prima forma di monoteismo o di trasformazione di un politeismo triadico di origine indoeuropea in quella che sarà il monoteismo vetero testamentario. Del resto, che io ricordi, l’Antico Testamento è stato per lo più messo in forma scritta a Babilonia, dai leviti comodi ospiti dei sacerdoti zoroastriani in quella che è conosciuta come “cattività babilonese”. Zoroastriani che, appunto, fondano per primi la dicotomia Bene-Male.
Tornando ai martiri, ieri, si sono tenute corpose manifestazioni in Iran per commemorare il martirio di Ali Khamenei e il figlio ha mandato un messaggio in cui si rivolge ai Paesi del Golfo: “Ai vicini del sud dell'Iran dico: state assistendo a un miracolo, quindi osservate bene, comprendete e posizionatevi nel posto giusto e diffidate delle promesse menzognere dei diavoli malvagi". "Aspettiamo ancora una reazione adeguata da parte vostra per poter mostrare la nostra fratellanza", ha aggiunto, ma "questo non accadrà se non prendete le distanze dai superbi arroganti".
Sarà un caso ma giusto ieri il ministro degli esteri saudita, ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano. Si tratta del primo contatto ufficiale tra i due paesi da quando Teheran ha lanciato attacchi contro i suoi vicini del Golfo Persico in risposta agli attacchi israelo-americani. «La telefonata si è concentrata sull'analisi degli sviluppi della situazione e sulle modalità per rallentare l'escalation delle tensioni, al fine di contribuire a ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione», hanno detto i sauditi.
Da qui le sorprendenti dichiarazioni del ministro della Difesa del Pakistan. Dopo aver definito Israele uno “stato cancerogeno” ha chiuso con: "Spero e prego che coloro che hanno creato questo Stato sul suolo palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei, brucino all'inferno". Non male per un arbitro mediatore delle trattative di pace, anche se poi ha cancellato il post su X.
Pare che a gennaio, il Pentagono abbia convocato il nunzio apostolico e gli abbia brutalmente ricordato “Gli Stati Uniti hanno il potere militare per fare ciò che vogliono nel mondo” con un funzionario particolarmente gasato che ha anche citato “Avignone” come minaccia.