🇻🇦 Il cardinale Zuppi andrà in Cina, per una mediazione sulla guerra in Ucraina. Ma per il futuro si pensa all'apertura di un "ufficio stabile di collegamento della Santa Sede in Cina". Una via per la normalizzazione delle relazioni, a scapito di Taiwan.

🔹️ Dopo i viaggi in Ucraina, Russia e Stati Uniti, l'arcivescovo di Bologna dovrebbe visitare la Cina comunista, per continuare il suo impegno per la pace attraverso una “missione umanitaria”.

🔹️ La proposta dell’apertura di un ufficio vaticano a Pechino suona come il tentativo di iniziare un percorso che porti alla normalizzazione delle relazioni diplomatiche e allo spostamento della nunziatura da Taiwan alla Cina popolare. Mossa rischiosa visto che finora il regime comunista non ha offerto alcun segno che manifestasse interesse a questo tipo di dialogo e, anzi, con le sue azioni dimostra tutt’altro.

🔹️ Ricordiamo che Pechino ha posto due condizioni per riallacciare i rapporti con la Santa Sede: che essa “non interferisca negli affari religiosi in Cina” e che, in accordo con la politica One China di Pechino, rompa i rapporti diplomatici con il governo taiwanese. Un rapporto iniziato nel 1942 e consolidatosi nove anni dopo, con l'espulsione da Pechino dell'arcivescovo Antonio Riberi e che ha portato all'insediamento definitivo della nunziatura a Taipei.

1 comment

Giusto. Una civiltà come quella cinese non può tollerare che altri enti, stranieri, si occupino in autonomia dell'istruzione spirituale e culturale.
Non si può tollerare il paradosso giapponese dove meno del 2% della popolazione è cattolico ma moltissimi dirigenti e politici hanno studiato a scuole del vaticano.