AVEVAMO AVVERTITO GIÀ 1 ANNO FA
https://www.remocontro.it/2025/06/14/se-liran-blocchera-hormuz-e-il-petrolio-la-colpa-sara-solo-di-trump/
e l’Iran bloccherà Hormuz e il petrolio la colpa sarà solo di Trump
L’America di Trump nell’attacco israeliano contro l’Iran. Che non ha colpito solo i siti nucleari degli ayatollah, batterie antiaeree e impianti radar, ma eliminato figure-chiave del regime. Per l’ampiezza e la complessità delle operazioni (dall’uso di superbombe ‘bunkeruster’ fino all’assistenza satellitare per la navigazione, e la definizione chirurgica dei bersagli), gli israeliani non possono avere agito da soli
Fa differenza? Tantissima. Perché il “pacificatore” Trump, seguendo le sue bizze, adesso si è cacciato (e forse ci ha cacciati tutti) in un vero ginepraio.

‘Euroignavi’ e due despoti folli (il terzo gode)
Nessuno può prevedere gli immediati sviluppi della crisi, cioè ‘come’ e ‘quanto’ reagiranno gli iraniani. Hanno molti modi per ‘far male’, e non solo agli israeliani. Cominciando dalla eventuale ‘chiusura’ dello Stretto di Hormuz, da dove passa circa il 30 per cento del traffico mondiale di greggio. «Un conflitto armato su vasta scala tra Israele, Stati Uniti e Iran chiuderebbe sicuramente lo Stretto di Hormuz, almeno per un certo periodo di tempo, e farebbe salire i prezzi del petrolio», ha detto alla Reuters l’associazione marittima BIMCO e riportato il think tank Al Monitor. Arne Rasmussen, analista di Global Risk Management, in un post su Linkedin ha affermato che la chiusura dello Stretto di Hormuz sarebbe un ‘vero incubo’ per il mercato petrolifero. Nel 2024, quasi 16,5 milioni di barili al giorno di greggio e condensato – provenienti da Arabia Saudita, Iran ed Emirati Arabi Uniti – hanno attraversato lo Stretto, secondo i dati Bloomberg. Assieme al 20% del gas naturale liquefatto mondiale proveniente dal Qatar.
Due ‘despoti folli’ contro gli ‘euroignavi’
Se il risvolto negativo più immediato dell’attacco israeliano dovesse essere proprio questo, l’acquiescenza (se non la vera e propria complicità) di Trump con Netanyahu metterebbe soprattutto l’Europa a dura prova, sottoponendola a un altro stress di tipo energetico. Soprattutto, lo scoppio di una guerra del Golfo (che a questo punto non si può escludere) spariglierebbe i fragili equilibri e le ‘linee rosse’ di altre aree di crisi. Un rilancio dei prezzi dell’energia, causato dall’eventuale ‘tappo’ al collo di bottiglia di Hormuz, per esempio, favorirebbe l’export di Putin e la sua capacità di finanziare il conflitto in Ucraina. Certo, tutto dipende dalla reazione iraniana e, soprattutto, dal ‘decision making process’ che studia e mette in moto le strategie del regime.
Iran, transizione interna critica
In questa fase, si è già scatenata la lotta per la successione ad Alì Khamenei, 86 anni, la Guida Suprema. Non siamo sicurissimi che tutto dipenda sempre da lui. La fazione degli ‘intransigenti’ (il Corpo delle Guardie rivoluzionarie) è in pratica uno Stato nello Stato, e cerca lo scontro con l’Occidente. Il blocco moderato, ‘trattativista’, che pesca nel vecchio ‘Partito del Bazar’, rappresentato dal Presidente Masoud Pezeshkian, punta invece a un accordo sul nucleare, per aggiustare la traballante economia. Ora, di fatto, il feroce attacco israeliano ha indebolito i riformisti e ridato, invece, fiato ai ‘duri e puri’ che cercano il martirio. Questo significa che se gli estremisti riusciranno a dimostrare quello che, a prima, vista sembra palese, e cioè che gli americani hanno collaborato all’operazione di bombardamento, allora potrà succedere di tutto e l’escalation è assicurata.
Ieri, la voce quasi ufficiale del regime, il Teheran Times, ha pubblicato con grande evidenza 10 “chiarimenti” sull’attacco, che vanno interpretati, perché offrono utili chiavi di lettura.
La 10 domande chiave sull’accaduto
1. Gli attacchi hanno preso di mira aree residenziali e siti civili? Sì. Rapporti e immagini confermano che, almeno a Teheran, sono stati colpiti diversi complessi residenziali ed edifici non militari.
2. Durante gli attacchi sono rimasti uccisi o fer

Comments

Be the first to add a comment