Sembra che i paesi della UE abbiano steso un piano finanziario per incentivare la produzione di munizioni di tutti i calibri presumibilmente da inviare in ucraina e per reintegrare gli arsenali degli eserciti Nato che dopo un anno di guerra sono ormai esangui.
Per quanto riguarda l'Italia manco a dirlo giocherà un ruolo fondamentale la RWM-Italia, con sede a Gedi (BS) e il principale stabilimento produttivo in Sardegna a Domusnovas (per i sardi ormai Bombasnovas): quest'impresa produrrà proiettili calibro 120 mm per i carri armati «Leopard-2» e calibro 155 mm per l'artiglieria pesante da campo (assai richiesti dalle Forze Armate ucraine).
Una azienda tristemente famosa per aver lavorato una decina d'anni a rotta di collo per l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti nella loro assurda campagna fatta di bombardamenti indiscriminati in Yemen. Amaramente non c'è che da prendere atto le uniche aziende a prova di fallimento sono quelle militari.
Gli ultimi rimasugli della sinistra sarda (quella indipendentista, quella cattolica e quella comunista) peraltro provò in tutti i modi a farla chiudere ma non ci fu nulla da fare. Ora capiamo bene cosa intendevano per "produzioni strategiche" e che la chiusura dello stabilimento era "fuori discussione".

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Il problema però non è il produrre armi e munizioni, quelle sono necessarie ad uno stato che voglia mantenere la propria sovranità. Il problema è quando la sovranità non la si ha e si produce armi e si combatte le guerre sbagliate per interessi di altri.