“È necessario maturare la consapevolezza che per rinunciare alle cose bisogna prima rinunciare alle parole, e per ritrovare le cose bisogna prima ritrovare le parole. Compiuta questa conversione, il processo muta di senso, e le cose che arrogantemente si erano affermate rapidamente si allontanano, poveri relitti di un tempo che si credeva eterno”. (Rodolfo Quadrelli)
Non è una mera conversione che deve avvenire, ma la consapevolezza dell'uso delle parole. Il pilastro di qualunque azione oggi, è purtroppo, la sua assenza
Molto bello. Eppure esiste anche una conoscenza "silenziosa", vicina all'intuizione, in cui le parole (la "ragione") non servono perché l'acquisizione conoscitiva è immediata.