✨💫LA BAMBINA CHE STAVA ALLA FINESTRA✨💫 3^ PARTE (Franca Borin)
👩🏼“Ragazzi” disse ”non abbiate paura a farmi tutte quelle domande che sento risuonare nel vostro cuore da tanto tempo. Io non sono un mostro, sono una bambina come voi, ma sono nata focomelica, cioè con una malattia genetica che ha impedito lo sviluppo delle mie braccia mentre stavo nella pancia della mia mamma. Mentre la mia mamma era incinta di me, i dottori gliel’avevano detto, e le avevano anche proposto di interrompere la mia vita, perché semplicemente sarei stata diversa, cioè senza braccia. La mia mamma e il mio papà piansero tanto, perché non sapevano quale decisione fosse la migliore per me, ma per fortuna i miei genitori hanno capito e hanno scelto la vita. Una sera, il mio papà prese tra le braccia la mia mamma e le disse: cara, se questa bambina è arrivata a noi vuol dire che noi la meritiamo e che lei merita noi. Chi siamo noi per decidere se deve vivere o morire? Vedrai che il Cielo ci aiuterà. E così è stato. Quando sono nata, la mia famiglia ha fatto una grande festa, anche se la mia mamma ha molto sofferto per le tante chiacchere che si sono create attorno al mistero della mia nascita: i grandi dicevano che era nato un mostro e quando la mia mamma usciva a passeggio per le vie del paese qui accanto, tutti la evitavano, per paura di essere contagiati dalla mia malattia. Fu così che, insieme al mio papà e alla mia nonna Gemma, decisero di trasferirsi qui, ma la paura di rivivere tutto il dolore già vissuto li portò a rinchiudersi e a nascondersi dietro quella siepe che vedete la davanti. Ma dentro di me, io sapevo che non sarebbe stato così per sempre!” disse Bella sfoderando un sorriso disarmante 😄. 👩🏼“Io lo sapevo che qualcuno sarebbe venuto a cercarmi prima o poi” I quattro amici erano sempre più senza parole, disarmati e attoniti. 👩🏼“Vedete” proseguì Bella, “io in fondo non sono tanto diversa da voi, faccio tutto quasi come voi, solo che invece di usare le mani io uso i piedi, sempre accuratamente lavati, però!” E strizzò l’occhiolino. 😉 👩🏼“Per me questa è la normalità! Venite, vi faccio vedere una cosa.” E Bella li portò nella stanza dei dipinti: inutile dire lo stupore dei ragazzi che riuscirono, però, finalmente, a emettere un tremulo suono.. 🧒🏻“Guardate” disse Lucas”il parco giochi” 👧🏼“E c’è pure la classe di musica a scuola” continuò Vera. 👦🏼“Non ci posso credere” aggiunse Tommy”questa è l’entrata della nostra scuola”. 👧🏻“Perché non hai visto questo” disse infine Cindy “è la piazza del paese con le fontane danzanti” 👧🏼👧🏻🧒🏻👦🏼“Ma come hai fatto?” esclamarono ad una sola voce? 👩🏼“Vedete” disse Bella con voce dolce e paziente ”durante le mie giornate in solitudine, osservo spesso da dietro la tenda le persone che passano e i bambini che giocano, e tanta è la voglia di andare a giocare con loro che è come se io davvero fossi li. Così un giorno ho preso il mio pennello e ho cominciato a trasferire sulle tele ciò che mi veniva dalle mie emozioni: e questo è il risultato”🖌 👵🏼“Sarà meglio che torniate a casa voi quattro ora” tuonò la nonna con fare sornione, “altrimenti i vostri genitori non vi lasceranno tornare domani.. ammesso che lo sapessero che siete qui.” Disse la nonna strizzando l’occhiolino a Bella. 😉 In effetti, le famiglie si stavano un po' preoccupando dalle continue e ripetute assenze pomeridiane dei quattro furfantelli, e non erano riusciti a capire dove diavolo si andassero a cacciare. Quella sera, i ragazzi a cena non avevano proprio fame e sembravano tutti persi nei loro pernsieri, talmenti eccitati e frastornati ma ancora increduli da quello che avevano visto. 👧🏻“Mamma” chiese Cindy prima di addormentarsi ”ma se mentre io ero nella tua pancia un dottore ti avesse detto che sarei nata senza una parte del mio corpo, e che sarei stata diversa dagli altri bambini, tu che cosa avresti fatto?” Cindy stava trattenendo il respiro per paura della risposta.