Scott Ritter firma un’analisi durissima: la campagna militare di Stati Uniti e Israele non avrebbe piegato Teheran, ma avrebbe invece rafforzato il governo iraniano, mostrato i limiti della potenza occidentale e aperto una crisi energetica globale.

Secondo Ritter, Trump ora tenta di vendere come vittoria ciò che sarebbe in realtà una sconfitta strategica. Ma se decidesse di rilanciare con nuovi bombardamenti, il secondo round potrebbe trasformarsi in un boomerang devastante: Hormuz chiuso, petrolio alle stelle, caos nei mercati, infrastrutture del Golfo e Israele sotto attacco.

Una lettura provocatoria ma ricca di spunti, che rovescia la narrazione dominante e descrive il rischio di un errore storico fondato su superbia, propaganda e incompetenza.

📌 Da leggere per capire perché la partita con l’Iran potrebbe essere molto più seria di quanto raccontano i media occidentali.
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/19/le-conseguenze-dellincompetenza/

1 comment

Trump è legatissimo alla cricca dei petrolieri mi pare, quindi se il mondo va a puttane a piedi per l'aumento del prezzo al barile del petrolio, immagino che lui ci guadagni personalmente una barcata di soldi. Ecco un possibile movente per questa follia