« Un uomo che ha intuito, anche se soltanto temporaneamente e brevemente, in che cosa consista la grandezza dell'animo, non può più sentirsi felice se si permette di essere meschino ed egoista, se si lascia turbare da piccole contrarietà e spaventare da ciò che il destino può tenere in serbo per lui. L'uomo capace di grandezza d'animo spalancherà le finestre della sua mente, lasciando che i venti la investano liberamente, soffiando da ogni parte dell'universo.
Egli vedrà se stesso, la vita e il mondo con la lucidità concessaci dalle nostre umane limitazioni; rendendosi conto della brevità e della piccolezza della vita umana, egli si renderà conto anche che nelle menti individuali è concentrato tutto ciò che vi è di prezioso nel mondo conosciuto. E farà sì che l'uomo, la cui mente riflette il mondo, diventi in certo senso grande quanto il mondo. Emancipandosi dalle paure che assediano colui che è schiavo delle circostanze, proverà una gioia profonda, e attraverso tutte le vicissitudini della sua vita esteriore rimarrà nel profondo del suo essere un uomo felice. »
Bertrand Russel, “La grandezza d'animo e il superamento dei dolori irreparabili: La conquista della felicità” (Milano, Tea 1991)

2 comments

La raggiunta assenza di egoismo(?) o meglio egocentrismo,non può permettere gioia da una personale emancipazione non coinvolga il contesto vissuto...solo il Narciso miseramente se ne appaga.🤷‍♀️
Russel poteva pensare e scrivere pensieri di chi non lotta nella moltitudine ogni giorno per la propria esistenza.Egli era una persona privilegiata appartenente ad un ceto ragguardevole della classe dirigente del Regno Unito che dalla sua posizione aveva agio di osservare con distacco la moltitudine rumorosa del popolo basso incapace di esprimere pensieri elevati come i suoi.🧐✍️🤔