Vi posto l'analisi di Fausto Carotenuto, su cui per la prima volta non sono completamente d'accordo. Questa volta non per questioni di conoscenze storiche, ma per una serie di eventi recenti che abbiamo analizzato in parte ieri con Federico Povoleri, senza avere però tutti gli elementi (abbiamo saputo del ferimento di Trump poco prima della diretta programmata).
La sequenza degli eventi è questa: poco prima del Covid, precisamente nel 2017, nasce il fenomeno Q-Anon, che inizia a rilasciare una serie di notizie (drops) vere mescolate a elementi non veri (attenzione, non ho scritto falsi). Tra l’altro, per una bizzarra coincidenza, pochi mesi dopo esce il film “Anon” che vi invito caldamente a guardare. Durante la pandemia, il rilascio di queste notizie si è intensificato e ha generato un tipico fenomeno di operazione di intelligence, cioè dissonanza cognitiva, supportato da un diluvio di video e foto che alimentavano paura, colpendo in particolare coloro che non erano caduti nella rete di paura lanciata con l’operazione Covid (siamo noi gli obiettivi, gli altri sono già persi).
Alla fine di questo periodo, (gli attacchi, non le guerre, sono generalmente di intensità crescente e di durata di circa due anni e mezzo), sono stati raggiunti diversi obiettivi, tra cui testare la rete a livello mondiale per l'Identità Digitale, favorire la digitalizzazione estrema, eliminare il contante, impoverire le persone, giustificare l'aumento dei prezzi, introdurre il passaporto green, implementare trattati pandemici, centralizzare il potere sanitario, ecc. Non so se tutti gli obiettivi prefissati siano stati raggiunti, ma molte cose sono state portate a termine. Nel frattempo partono le guerre, il cui obiettivo non è, almeno per quella Ucraina-Russia, colpire la percezione della gente (la gente è assuefatta alle guerre; se chiedete a qualcuno delle guerre, vi risponderanno che ce ne sono molte in giro e ci sono sempre state), bensì abbattere il potere d'acquisto delle persone e favorire il fallimento delle aziende e delle banche più piccole, oltre che militarizzare l’UE per il momento. Dopodiché, già dal 2022, ai summit annuali del WEF, si sono tenuti una serie di incontri per pianificare le fasi successive dell’attacco appena concluso (ricordate che vi ho detto che questa guerra contro i popoli durerà 20 anni, almeno così ci è stato comunicato dalla famiglia Sasson). E quali sono stati i titoli di queste sessioni? "The Great Narrative" come sequel di "The Great Reset" e "Ricostruire la fiducia". Questi titoli li ricordo bene perché è da due anni che mi chiedo cosa si sarebbero inventati.
Inizia una serie di attentati, di cui solo uno va a segno, quello del primo ministro iraniano Raisi, che però non era poi così ben voluto dall'Ayatollah e per di più è stato sostituito con un personaggio molto più globalista (in accordo al summit WEF del 2023: Cooperazione in un mondo frammentato). Un'ipotesi non troppo lontana dalla realtà potrebbe essere un attacco interno, ma che guarda caso segna l’inizio di una serie di attentati che però hanno un epilogo meno tragico. Gli altri soggetti ad attentati infatti si salvano miracolosamente. Addirittura Fico, dato per spacciato, torna in pubblico dopo poco tempo. Questo mi fa pensare che probabilmente Fico abbia sfruttato un evento meno grave di quanto raccontato, per ricompattare la propria popolazione. E allora cosa accade sulla stampa occidentale? Alimenta continuamente la costruzione narrativa di un fronte di opposizione o resistenza e, nel caso di Orban, che va in giro per il mondo cercando di fare da paciere, lo attaccano ferocemente.
Qual è uno degli effetti? Le persone che non sono andate a votare e che pensano che "sono tutti uguali" perché durante il periodo Covid sono state attuate ovunque le stesse misure, ora pensano di essersi sbagliate. La comunicazione web “alternativa” purtroppo offre loro e alimenta questa interpretazione dei fatti.

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