Pasolini una volta disse che le persone che sentiva più vicine erano gli analfabeti. Essi possedevano la grazia che il contatto con l'educazione borghese corrompe e che può ritornare solo ai livelli altissimi di cultura.
Un tempo questa affermazione mi sembrava sbagliata. Oggi invece riconosco che il genio di Casarsa aveva ragione.
La mezza cultura è il male della nostra società. Non è un caso che i più scettici nei confronti della narrazione pandemica siano stati i meno istruiti ( apostrofati dal benpensante come ignoranti no vax) e alcuni grandi intellettuali.
Il ceto medio semicolto, che va dai diplomati alla grande maggioranza dei professori universitari, si è invece bevuto le più inverosimili fandonie.
Il fatto è che il sistema educativo dei paesi occidentali ,e dell'Italia in particolare , trasmette un nucleo ( per la verità sempre più limitato) di conoscenze, ma inibisce la capacità di rielaborarle criticamente.
Il mezzo colto è un bambino con la presunzione dell'adulto che pensa di saperla lunga.

Dalla bacheca Facebook di Silvio Dalla Torre

4 comments

«L’unica speranza è nei prolet» 1984
I saputi sono in realta in malafede
un post ricco di riflessioni impeccabili, coloro i quali si credono colti e sapienti avendo ricevuto un indottrinamento viziato da influenze "lobbiste" per me hanno valenza pari a 0.