Primavera nera
La questione dell'esclusione degli "investimenti per la Difesa dal Patto di stabilità è stata posta sul tavolo all'Europa come hanno fatto altri Paesi, perché in questo momento nessun Paese può tagliare le spese per la difesa. L'aiuto che abbiamo dato all'Ucraina ci impone di ripristinare le scorte per la difesa nazionale". Con il continuo invio di armi nel mattatoio ucraino gli arsenali della "nazione" si sono svuotati, e così il ministro della "difesa" propone di togliere dal Patto di stabilità le spese militari. Non per il welfare (sanità, lavoro, servizi sociali, scuola ecc.) ma per il warfare (missili, munizioni, sistemi d'arma ecc.). Allineandosi a quanto ha chiesto Washington ai suoi vassalli di considerare come soglia minima il tetto del 2 per cento alle spese militari (la Polonia punta al 4%). A piazze vuote, la corsa al riarmo nella guerra sempre meno per procura Nato/Russia prosegue inesorabilmente tra l'ignavia e il menefreghismo dei sudditti delle cancellerie guerrafondaie europee. (Mario Rossi, facebook)

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