I TRANELLI DEL POTERE E LA MATURITÀ DEL MOVIMENTO PER LA LIBERTÀ IN CERCA DI DIECI, CENTO, MILLE… ROSA PARKS
Tutti si aspettavano lo scontro e proteste violente nelle stazioni per il blocco dei treni, invece non è successo nulla e pochissimi hanno aderito a questa protesta. Una prova di maturità del movimento che si batte per la libertà. La stampa mainstream, però, intitola: "flop no vax".
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Chi vuole manifestare sa già dove andare ovvero in 120 piazze nel centro di tutte le città senza bloccare nessun treno.
Ho partecipato a diverse manifestazioni nella mia città negli ultimi due mesi, ma sono amareggiato per la piega che stanno prendendo. E non solo per gli atti sovversivi estremi e inconcludenti a opera di alcuni, mal visti da gran parte della società civile, ma anche per i toni aggressivi e accusatori che si utilizzano anche nelle manifestazioni più pacate.
Si perpetua la logica del noi vs loro in tutte le sue declinazioni, che non porta a nulla se non a creare più divisione e incomprensioni.
Stiamo cadendo nel tranello del divide et impera, anziché aggregare nuove persone.
Fare comunicazione emotiva, per quanto esaltante svilente angosciante o aggressiva che sia, significa replicare esattamente le stesse dinamiche che ci hanno portato a questa situazione collettiva.
Non dimentichiamo che tutta la cosiddetta pandemia è stata gonfiata, o si è accresciuta, facendo leva su questo tipo di emozioni.
Il linguaggio che cerca l'audience, le battute continue basate sull'identificazione, l'intrattenimento fine a sé stesso a suon di insulti, sbeffeggi e umiliazioni, la mancanza di obiettività, di confronto e di autocritica sono esattamente ciò che ha creato il mostro.
Il sistema non può essere combattuto con le logiche del sistema, così lo stiamo solo alimentando.
Atti sovversivi immaturi portano solo a nuove fratture e sono anche controproducenti per coloro che credono nelle manifestazioni pacifiche, nel confronto dialettico e nel risveglio progressivo delle coscienze.
Al loro posto azioni di flash mob avrebbero sicuramente un impatto maggiore.
Tutto parte dal pensiero e dalla consapevolezza: che si tratti della malattia o delle ingiustizie che viviamo quotidianamente, sono comunque frutto di un disequilibrio che abbiamo creato, come individui e come collettività, dentro e fuori di noi. Stati emotivi, schemi mentali e condizionamenti vari sono proprio il materiale da costruzione di questa eggregora, allora perché continuare a fornirgliene?
I veri nemici, le forze ostacolatrici, sono dentro di noi, non fuori. Occorre un lavoro profondo, non gesti disperati o qualcuno da accusare. Ci hanno inculcato che se qualcosa non va bene c'è sempre un colpevole, ma questo colpevole siamo noi, ognuno di noi.
La realtà ci fa da specchio. Se inneggiamo alla divisione avremo divisione. Non importa quali parole usiamo, conta l'intenzione che ci mettiamo.
Dobbiamo avere ben chiaro e nitido per cosa lottiamo, dove vogliamo arrivare, e questo non si ottiene col caos.
L'autodeterminazione ad esempio è una risposta alla questione etica della responsabilità e in generale al vaccino.
Autarchia è un termine che è stato svilito storicamente ma che ha ancora molto da insegnarci, nel micro e nel macro.
Valori come libertà, dedizione, coerenza, pensiero critico e indipendente, volontà, discernimento, responsabilità, decondizionamento, autorealizzazione...empatia...relazione...inclusione...parole vuote nella società di oggi, semplici slogan, ma se riuscissimo a rendere davvero chiaro il loro significato nel nostro pensiero, a farle nostre non solo nei concetti ma nella loro essenza, diventerebbero anche più concretamente reali. Dobbiamo essere noi stessi i primi a dare l'esempio, è qui che sta la nostra responsabilità, non certo nell'adesione passiva a questo o quel programma di protesta.
Ma questa consapevolezza non è qualcosa che può essere esportata, è una conquista personale quotidiana, favorita casomai dal dialogo e dalle relazioni. È fuori dalla mentalità imperialista e colonialista, è del tutto estranea al desiderio egoico di prevaricazione.
Anche perché il popolo, la massa indistinta che fino all'altro ieri ha convissuto bene o male pacificamente, non ha bisogno di eroi né di fuorilegge, ma solo di comprensione.
L'unica cosa davvero utile che si può fare è piantare qualche seme, si spera, di luce.
Di certo , il libero arbitrio sul nostro corpo e il nostro stato di salute è l'ultima cosa che ci e' rimasta e non possiamo concedergliela