⬆️⬆️⬆️ Per capire cosa sta succedendo in Europa, basta leggere ciò che è stato scritto quasi 100 anni fa.
Nel 1925, l'aristocratico austriaco-giapponese Richard von Coudenhove-Kalergi pubblicò L'idealismo pratico, delineando la sua visione del futuro dell'Europa. Fu il fondatore dell'Unione Paneuropea, il primo movimento moderno per un'Europa unita, un precursore dell'attuale UE.
Che cosa sosteneva?
Un'Europa post-nazionale, governata da un'élite, con le identità nazionali gradualmente cancellate e sostituite da una nuova popolazione "eurasiatico-negroide". Descriveva questa popolazione futura come "facilmente governabile"—una massa omogenea e priva di cultura, privata di lealtà tribale, sentimento patriottico o distinzione etnica.
Lodava l'idea di un'élite europea disconnessa dal patrimonio nazionale, composta principalmente da tecnocrati e finanzieri. Credeva che questa classe dirigente dovesse ingegnerizzare la trasformazione dell'Europa dall'alto verso il basso.
La sua visione non era marginale. Kalergi era apertamente sostenuto da figure potenti, tra cui il cancelliere austriaco Ignaz Seipel, politici francesi come Aristide Briand e, successivamente, Winston Churchill. Fu il primo destinatario del Premio Carlo Magno—un premio ancora oggi assegnato a coloro che promuovono l'integrazione europea (i recenti destinatari includono Merkel, Macron e Zelensky).
Il Piano Kalergi era una roadmap.
Dagli anni '90, l'Europa ha vissuto: – Immigrazione di massa deliberata, destabilizzando i confini e rimodellando la demografia – Politiche multiculturali aggressive, promuovendo la divisione anziché l'unità – Soppressione dell'identità nazionale, etichettata come "estremismo" – Governance guidata dall'élite, sempre più lontana dalla responsabilità democratica
È tutto lì. Scritto nero su bianco. Un chiaro piano celebrato dagli architetti dell'Europa moderna.
Stiamo assistendo a un piano attentamente eseguito passo dopo passo.