Invasione Sintetica: Il Futuro della Carne e del Latte tra Tecnologia e Controversie

Assistiamo a un'imponente ondata di investimenti nelle carni e nel latte sintetici, sostenuta da magnati tecnologici come Jeff Bezos, Sergei Brin e Bill Gates, oltre a fondazioni di lunga data come quelle dei Rockefeller e dei Ford. Stranamente, questi progetti vengono anche finanziati con denaro pubblico da entità come l'Unione Europea, la Germania e i Paesi Bassi. Le tecnologie necessarie sono pronte e le strutture per la produzione stanno per essere attivate. Un ultimo ostacolo che si pone è rappresentato dalla necessità di sgominare la concorrenza dell'allevamento tradizionale, un compito per cui sembra essere stata coinvolta persino l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Il capo scienziato dell'OMS, Jeremy Farrar, ha dipinto il bestiame come il principale colpevole nella diffusione di nuovi ceppi di influenza aviaria. Tale affermazione potrebbe servire da pretesto per giustificare l'abbattimento massivo di bovini, il che potrebbe innalzare i prezzi della carne a livelli proibitivi per la maggior parte della popolazione, lasciandola accessibile solo a un ristretto gruppo di elitari, come quelli radunati a Davos. Tale narrativa viene contestata e discussa approfonditamente in blog come quello di Meryl Nass, che critica la retorica anti-allevamento di Farrar e sottolinea le conseguenze devastanti per gli agricoltori e i consumatori.
Il blog di Nass rileva che oltre 600.000 follower su Twitter hanno espresso dissenso verso questi piani, vedendoli come un tentativo di manipolare e ridurre l'offerta alimentare tradizionale. L'ambiente elettorale attuale amplifica le tensioni, spingendo alla proposta di impegnare i candidati a rifiutare ulteriori abbattimenti di bestiame e invasioni dell'approvvigionamento alimentare, una questione che si suggerisce di estendere anche alle elezioni europee.
Inoltre, Jeremy Farrar è implicato in studi che hanno permesso a virus come l'H5N1 di passare dagli uccelli ai bovini, e potenzialmente agli esseri umani, con un tasso di mortalità del 52%. Questi studi sollevano allarmi su una potenziale pandemia paragonabile all'influenza spagnola del 1918.
Viene inoltre esplorato l'impatto economico e sociale dell'eliminazione del bestiame: la perdita di bovini e caprini significherebbe non solo una carenza di carne ma anche di latte, con conseguenze gravi per l'agricoltura e l'autosufficienza alimentare. Si evidenzia un passaggio verso un'economia alimentare "rinnovata" che incorporerebbe prodotti da laboratorio e insetti, con un impatto che si estenderebbe ben oltre l'Europa, raggiungendo l'Africa e il Medio Oriente.
In conclusione, le politiche e le ricerche in corso prefigurano una trasformazione radicale dell'industria alimentare, passando da fonti tradizionali a quelle sintetiche, con implicazioni profonde e potenzialmente pericolose per la biodiversità, l'agricoltura e la sovranità alimentare globale.
https://tkp.at/2024/05/06/laborfleisch-statt-rindern-so-betreibt-die-who-die-umwandlung-unserer-ernaehrung-von-natur-zu-fake/

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