"La rivoluzione mondiale scatenata dalla crisi americana, che priva il mondo del suo perno ordinatore, sta destabilizzando il nostro intorno. A est, la guerra di Ucraina sembra fuori controllo. A sud, le guerre di Israele e la proliferazione di conflitti fra milizie e/o pseudo-Stati africani e mediorientali alzano onde migratorie e minacce non solo terroristiche a ridosso delle nostre coste. A ovest, l’impero americano in dismissione illanguidisce il senso della Nato, cui da quasi ottant’anni abbiamo affidato la nostra sicurezza. A nord, oltre la barriera alpina, i paesi dell’Europa settentrionale, specie scandinavi, baltici e polacchi, vivono la somma di queste crisi come anteprima della grande guerra contro la Russia, questione di vita o di morte. Tutto questo non sembra scuotere la nostra fiducia nello Stellone.
Ergo, mentre tutti parlano e trattano con tutti, noi, in buona compagnia europea, non parliamo nemmeno con noi stessi. Abbandonarsi alla corrente non è mai consigliabile, ma è certamente suicida quando ci si avvicina alle rapide."