Patetico Patto Europeo: Un Anno di Liturgia Politica

Il nuovo Patto europeo di stabilità è già considerato superato per diverse ragioni. Nonostante personalità autorevoli come Mario Draghi e Francesco Giavazzi riconoscano i danni causati dalle regole precedenti alle famiglie e alle imprese dell'eurozona, l'Unione Europea continua a proporre nuove regole, anche se riviste o migliorate. Tuttavia, il principio di "consolidamento di bilancio" su cui si basano queste regole è quello che dovrebbe essere scartato.
Inoltre, le nuove regole sono vaghe e poco chiare, e nessuno può prevedere con precisione i loro effetti sui bilanci pubblici nei prossimi anni. Sebbene vi siano clausole di salvaguardia che stabiliscono la soglia minima di aggiustamento fiscale, la discussione su come implementare queste regole avverrà attraverso negoziati con la prossima Commissione da parte di ogni Stato membro. Durante questo processo, l'Italia, ad esempio, sarà tenuta a ridurre il deficit primario strutturale di bilancio.
Questo percorso è in netta contraddizione con gli obiettivi di investimento pubblico per la transizione energetica, digitale e la difesa europea. Tuttavia, il voto sul nuovo Patto avvenuto ieri conserva un significato soprattutto formale, poiché il Parlamento Europeo, in veste di co-legislatore, ha dovuto dare il via libera a un testo che era stato notevolmente modificato rispetto alla proposta iniziale della Commissione, dopo un estenuante negoziato nel Consiglio Ecofin.
In questo contesto, il passaggio del Patto in aula ieri è stato principalmente una formalità, con l'urgenza di concludere la legislatura. Astenersi o votare contro è stato considerato un gesto simbolico di dissenso, considerando che le richieste del Parlamento non sono state pienamente accolte durante il negoziato.
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