«A parità di condizioni di pressione e temperatura, volumi eguali di gas contengono un egual numero di molecole»: questa è l'ipotesi che il torinese Amedeo Avogadro formulò nel 1811, e che tuttora rappresenta uno dei pilastri della chimica moderna. A questa è legata infatti la costante universale nota come costante di Avogadro, pari a 6,02214076*10^23 mol^-1.

Nonostante il suo nome sia legato alla scienza, si laureò in giurisprudenza a 19 anni, seguendo le orme paterne. Solo successivamente si dedicò allo studio di materie scientifiche, e questo lo avvicinò e introdusse in ambienti prestigiosi come l'Università di Torino e l'Accademia delle Scienze.
Curiosità: proprio all'Accademia prese parte a commissioni che avevano il compito di esaminare le invenzioni più disparate, come torchi meccanici per la stampa, macchine per la filatura e battelli a vapore.

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