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Davide
La piccola punta dell'iceberg.
G-Immunomics è parte della Joint Tranlastional Call, una iniziativa che fa riferimento al Graphene Flagship, un progetto finanziato dall'Unione europea. L'UE ha finanziato negli ultimi anni progetti mirati all'inserimento del grafene nelle varie terapie mediche. C'era un grosso problema però a questo proposito. Il nostro sistema immunitario tende a rigettare corpi estranei, quali appunto il grafene. G-Immunomics sembra aver trovato però la soluzione. Nel 2018, hanno pubblicato un articolo nel quale dichiarano che "le strumentazioni biomediche fabbricate con il grafene e materiali simili dovranno affrontare un enorme ostacolo, ovvero il nostro sistema immunitario. G-IMMUNOMICS ha studiato come "camuffare" il grafene per evitare il rigetto."

Questo gruppo di ricercatori è giunto alla conclusione che "la funzionalizzazione del grafene con gli aminoacidi sembra essere la via migliore per evitare il rifiuto dell'ossido di grafene nei nostri corpi." Ora leggete attentamente le parole del professor Delogu, uno dei scienziati autori della ricerca, riguardo l'applicazione di questa tecnologia.

"Un impatto positivo specifico dell'ossido di grafene sulle cellule immunitarie può essere un grande punto di partenza per sviluppare piattaforme biomediche basate su questo materiale, come le nuove immunoterapie, portatori di vaccini e nano particelle."

https://graphene-flagship.eu/graphene/news/the-chhhhemical-recipcipcipe-for-bi
A.k.a Dr. katzow.
PubMed lo ha pubblicato mesi fa... ma ovviamente la cosa viene messa a tacere.