⬆️⬆️⬆️ Il divieto di burqa a scuola e la circolare per mettere un tetto agli stranieri in classe. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara annuncia due novità per gli istituti in un’intervista a La Verità. Sul burqa, spiega, «è incompatibile con i valori della nostra Costituzione, con la libertà di ogni donna, con l’eguaglianza fra uomo e donna, con il principio di non discriminazione. Ed è evidente come un indumento che non ti consenta di individuare il volto di una persona serva ad annullare la sua identità: diventa una non persona. Poi impedisce la socializzazione: ricordo che c’è una sentenza della Corte di giustizia europea che parla – in riferimento a burqa, niqab e simili – proprio della socializzazione come diritto inalienabile che deve essere garantito. Dunque parliamo addirittura di un principio europeo».
Valditara dice anche che bisogna ritirare il permesso di soggiorno agli stranieri che non mandano i figli a scuola: «È un altro elemento su cui sto ragionando, è il completamento di quello che abbiamo già previsto nel decreto Caivano, quando abbiamo deciso di sanzionare con pene fino ai due anni di carcere i genitori che non mandano i figli a scuola. Questa sanzione ha fatto crollare in determinate aree del Paese gli abbandoni scolastici». Sul divieto di burqa, dice il ministro, «è un provvedimento fondamentale per rispettare il valore della donna, l’uguaglianza delle persone, e loro addirittura si schierano contro. È una posizione ridicola se penso che ci sono provvedimenti simili adottati da governi di sinistra in Europa. Questo dimostra lo scarso spessore culturale di una sinistra che fa demagogia, che fa propaganda, che non ha una linea chiara e a cui basta solo andare contro il governo».
«È importante una circolare che ribadisca, rafforzi, renda più efficace
la direttiva già prevista che fissa un limite del 30% di stranieri in classe, in particolare con riguardo alle competenze linguistiche». E che cosa dovrebbe prevedere? «Che gli uffici scolastici territoriali svolgano una azione di coordinamento al fine di distribuire gli studenti stranieri nelle varie classi e nelle scuole di vicinato per cercare di evitare una eccessiva concentrazione. Mi faccia precisare però, È evidente che occorrono anche politiche residenziali da parte degli enti locali che contrastino il formarsi di quartieri ghetto, è ovvio infatti che non possiamo mandare uno studente a studiare a diversi chilometri di distanza». Il ministero sta lavorando su questa circolare. «Ci stiamo lavorando, certo».