SUL DECLINO DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE. Arlacchi, sul Fatto, ha scritto un articolo di analisi sui rapporti tra declinante civiltà occidentale e ascendente gruppo delle civiltà oggi dette “Sud del mondo”, anche se alcune sono ad est piuttosto che a sud.
Ha citato Arnold Toynbee, storico il cui nome è legato in particolare proprio alla parte degli studi storici che si occupa delle civiltà . Toynbee segnalava come le civiltà muoiano per suicidio piuttosto che omicidio, ma avrebbe potuto anche dire per progressivo disadattamento.
Nel declino, nelle società si vanno accumulando malfunzionamenti e contraddizioni, paure e disagi che aspiranti leader occasionali sfruttano per ascendere alle sfere di potere. Anche coloro che partono con sincere per quanto vaghe e stilizzate intenzioni di cambiamento, finiscono con l’essere risucchiati dalle inerzie dei modi consueti, tradendo le intenzioni originarie.
Ma pensare a questioni così complesse è arduo per tutti. Gli intellettuali si trovano strutturalmente legati al successo di teorie, idee, libri, articoli, che portano a cattedre e riconoscimento stante che debbono trovare un pubblico e visto che il pubblico pensa al contingente, si dedicano poco e male a questi studi.
Inoltre, la formazione disciplinare porta ad avere “esperti” di economia, di geopolitica, di sociologia, di storia, di filosofia, di ecologia e quant’altro, ai quali manca sistematicamente la visione d’insieme di cose che di loro natura concreta sono “intessute assieme” (cum-plexus).