<<[...] Tutto ciò che sembra vantaggioso per loro viene presentato come la verità ultima, promossa a tutti i costi, anche rozzamente, con tutti i mezzi. I [paesi] dissidenti vengono messi in ginocchio; quello di cui sto parlando ora non riguarda solo la Russia - non solo noi - questo vale per l'intero sistema di relazioni internazionali e talvolta anche per gli stessi alleati degli Stati Uniti. Dopo il crollo dell'URSS iniziò effettivamente la spartizione del mondo e le norme di diritto internazionale sviluppate a quel tempo dove quelle chiare e fondamentali furono adottate alla fine della Seconda Guerra Mondiale che ne consolidarono ampiamente i risultati, dicevo, quelle norme di diritto internazionale cominciarono ad interferire ed ostacolare coloro che si dichiararono vincitori nella Guerra Fredda. Certo nella vita pratica nelle relazioni internazionali, nelle norme di regolamentazione bisogna tener conto dei cambiamenti della situazione mondiale e nello stesso equilibrio di potere, tuttavia questo avrebbe dovuto essere fatto in modo professionale, fluido, con pazienza, tenendo conto e rispettando gli interessi di tutti i paesi e comprendendo le proprie responsabilità: ma questo non è avvenuto. In uno stato di euforia da superiorità assoluta, una sorta di moderna forma di assolutismo, sulla base di un basso livello di cultura generale e arroganza di coloro che hanno preparato, adottato e spinto decisioni vantaggiose solo per se stessi, la situazione iniziò a svilupparsi in modo differente [...]>> Vladimir Putin, dal discorso di apertura delle ostilità in Ucraina.

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