🇨🇦 TRUDEAU: INIZIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA
Voi ricorderete che la prima settimana dell’arrivo degli autotrasportatori a Ottawa, J. Trudeau non era raggiungibile. All’inizio egli stesso dichiarò che si sarebbe messo in autoisolamento per essere entrato in contatto con una persona che aveva contratto il virus pur risultando negativo al test. Alcuni giorni dopo venne diffuso invece un comunicato che Trudeau si era reso irreperibile per essere stato trasferito insieme alla famiglia in una località segreta per la sua sicurezza. Sinceramente non si è ben capito da chi bisognava proteggersi dal momento che i trasportatori erano inermi cittadini con famiglie al seguito che manifestavano davanti al Parlamento con concerti musicali, balli, canti e abbracci. Al massimo ci sarebbe potuto scappare qualche abbraccio di troppo.
Se davvero Trudeau ha raggiunto questa località segreta, tutta l’operazione è stata gestita dall’allora responsabile della protezione del Primo Ministro e la sua famiglia, il Caporale Danny Bulford, esperto agente anti-terrorismo, tiratore scelto e collegato ai servizi di intelligence. Lo stesso che, però, pochi giorni dopo si dimetterà dal suo incarico per schierarsi a fianco degli innocui autotrasportatori e divenendone, addirittura, il loro portavoce. Attenzione non solo ai fatti ma anche alla loro cronologia perché dice tanto. E poi unite i puntini.
Ad ogni modo, dopo una settimana il Primo Ministro canadese J. Trudeau fa le sue prime apparizioni rilasciando brevi messaggi video in cui appare molto provato. Più recentemente invece si è fatto vedere in Parlamento trasformato, ostentando un’arrogante prosopopea che non può non sorprendere, quasi a volere nascondere invece una profonda preoccupazione. Trudeau, così come Draghi e Macron, in questa guerra sta rischiando molto anche a titolo personale. Questi idioti camerieri della Cabala sentono, secondo me, già il tintinnio delle manette. Inizia, così l’assurda e immotivata richiesta al Parlamento, dove il suo partito ha la maggioranza assoluta, dello “stato di emergenza”. Una richiesta che qualora passasse sospenderebbe la Costituzione e le libertà civili dandogli poteri straordinari.
Sembrerebbe che questa decisione di Trudeau sia stata suggerita da quella stessa élite che ha costruito la sua carriera politica e l’ha protetto fino adesso. E, mi permetto di congetturare, è un consiglio sbagliato che probabilmente gli è stato dato di proposito, perché quello che Trudeau si accinge a fare segnerà la sua fine politica e, forse, non solo.
CHI È J. TRUDEAU?
Justin Trudeau è uomo dei Rothschild, di K. Schwab, di G. Soros. Tra tutti i leader internazionali è, secondo me, l’ultimo uomo politico di punta che è rimasto all’élite del Nuovo Ordine Mondiale visto che ormai i vari Clinton, Obama, Biden sono chiaramente fuorigioco e Macron e Draghi sembrano essere stati abbandonati al loro destino. Pertanto, se Trudeau ostenta arroganza e alza la voce, lo fa solo perché questa élite che l’ha costruito l’ha assicurato che non gli faranno mancare la loro protezione, mentre, secondo me, è proprio una trappola che gli stanno facendo.
L’ECONOMIST
Proprio ieri l’Economist pubblica un articolo che pur fornendo una versione distorta dei fatti e pur provando a ridimensionare le proteste del “Convoglio della Libertà” canadese, prende le distanze dalla politica di J. Trudeau, scrivendo chiaramente che la sua durezza si rivelerà un boomerang.
fine prima parte continua 👇
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