10 settembre 2026 — Un ufficio di puntamento dell'IRGC iraniano ha contattato su una frequenza in chiaro il comandante del cacciatorpediniere statunitense classe Arleigh Burke USS Milius (DDG-69). Il messaggio recitava: "Vi viene ordinato di andarvene; avete 30 minuti di tempo".
Il comandante comprese che la sua nave era già sotto sorveglianza e nel mirino. Lungo la rotta di manovra del cacciatorpediniere, i missili iraniani avrebbero potuto certamente raggiungerlo e colpirlo. Con una mossa senza precedenti, il cacciatorpediniere ha abbandonato lo scenario operativo. Si tratta di un ripiegamento tattico.
Attualmente, tutte le 40 unità navali statunitensi schierate nel Mar Arabico sono state ritirate a una distanza superiore ai 1.000 km dalla costa iraniana, in seguito al presunto danneggiamento di una portaerei e di un cacciatorpediniere.
Tale ritirata rappresenta una sconfitta umiliante e inedita per la Marina USA; l'Iran ha infatti sviluppato un sistema di difesa capace di tracciare costantemente i bersagli, pianificare le operazioni, assegnare gli obiettivi e mobilitare missili per attaccare le navi statunitensi.
Gli Stati Uniti non sono riusciti a riaprire lo Stretto di Hormuz, né a impedire il transito in entrata e in uscita dal Golfo Persico delle petroliere sotto il controllo dell'IRGC.
** Ultime notizie: due cacciatorpediniere USA (DDG-53 e DDG-119) sono stati colpiti e gravemente danneggiati da attacchi missilistici di saturazione condotti dall'IRGC.

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