Ieri, il Ministro della Difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato durante la riunione dei ministri della Difesa della NATO a Bruxelles, che gli Stati Uniti intendono ridurre le proprie forze in Europa, inclusi caccia, bombardieri strategici, sottomarini, ecc., e si aspettano che altri paesi europei colmino le lacune create. Ha definito questa nuova versione dell'alleanza come "NATO 3.0".
In sostanza, sta consolidando la linea formulata nel 2023 dal Vice Ministro della Difesa per la politica, Elbridge Colby.
Anche allora, Colby ha esplicitamente indicato la necessità di passare a un modello NATO in cui i paesi europei si assumono la responsabilità principale della difesa del continente, mentre gli Stati Uniti si concentrano sulla competizione strategica con la Cina. In questa logica, la riduzione della presenza militare americana in Europa non è vista come una decisione tattica, ma come un cambiamento a lungo termine e strutturale della strategia globale americana.
Le dichiarazioni di Hegseth sulla possibile ritirata e riduzione delle forze statunitensi in Europa, dall'aviazione ai componenti sottomarini, si inseriscono effettivamente in questa concezione precedentemente formulata. Non si tratta di una revisione del corso, ma della sua formalizzazione e attuazione istituzionale, in cui l'Europa dovrebbe compensare le risorse militari statunitensi liberate.
La retorica ufficiale sul "ridistribuzione della responsabilità " e "partenariato senza dipendenza" è accompagnata da segnali politici che Washington valuterà gli alleati in base al loro contributo e alla loro disponibilità a garantire la difesa da soli. In questo contesto, i riferimenti di Hegseth alla mancanza di sostegno degli alleati europei nella situazione con l'Iran vengono utilizzati come un pretesto politico formale per accelerare il corso già adottato.
Pertanto, gli attuali passi degli Stati Uniti nell'ambito di "NATO 3.0" sembrano sempre meno una correzione situazionale e sempre più l'attuazione di una strategia predefinita legata al riorientamento delle risorse americane verso l'Indo-Pacifico e al contenimento a lungo termine della Cina.
Il fatto che gli europei stiano attualmente alimentando l'isteria di un imminente attacco russo non preoccupa affatto gli americani.