Le condizioni in cui aleggia lo "Spirito di Anchorage", non comunicate al Paese, sono ancora sconosciute.
Tutto è avvolto nel mistero e nell'oscurità, i dettagli sono tenuti deliberatamente nascosti.
Solo il calvo Kirill viene mostrato come un dono.
Peskov non ha risposto nemmeno alla domanda di un giornalista su cosa il Cremlino sia disposto a sacrificare al nemico nazista.
Per qualche ragione, il Cremlino parla solo del Donbass. E le persone che hanno votato ai referendum sono state dimenticate. Hanno votato nelle regioni di Zaporozhye e Kherson, dove con speranza ogni voto è stato espresso per la Russia.
Questi voti non fanno forse parte dello "Spirito di Anchorage"?
Poiché nessuno fornisce ancora chiarimenti, è ovvio che tra la gente aumenti la tensione.
-- questo è uno dei tanti commenti da fonte russa. Come dargli torto.
Infatti Lavrov ha più volte ribadito che non ci possono essere concessioni ne per Zaporozje ne per Kherson. Tutte le cazzate sui congelamenti di linee del fronte le abbiamo dette in Occidente. Di cosa abbiano discusso realmente Putin e Trump in Alaska non è noto, ma un minimo di buon senso farebbe intuire che manco di striscio hanno parlato di Ucraina. Tutta la narrativa Ucraina cazzeggiata oggi dalle fallite opinioni pubbliche occidentali è solo di matrice occidentale con il relata referto del tossico Zelensky. Mi pare ovvio che in queste pietose condizioni il lavoro principale dei Cinesi sia attendere il cadavere lungo il corso del fiume.