Continuano le peripezie del MPS. Dopo continue ricapitalizzazioni che hanno dissanguato azionisti ed obbligazionisti e costretto lo Stato ad intervenire con un provvedimento di nazionalizzazione per evitare il dissesto, scoppia un'altra bomba. Secondo il bravo giornalista finanziario del Fatto Quotidiano Nicola Borzi "il Monte" (come affettuosamente veniva chiamato a Siena) dovrà onorare una clausola-trappola nei confronti del suo partner assicurativo, la francese Axa. Il bidone, l'ennesimo che si è ritrovato MPS, ammonta alla ragguardevole cifra di 1 miliardo di euro. Ovvero una bella fetta di quei 2,5 miliardi dell'ennesimo aumento di capitale che la banca toscana dovrebbe lanciare entro la fine dell'anno. In buona sostanza gli azionisti agirebbero in parte per interposta persona rafforzando il capitale non di MPS ma di Axa. Un vero e proprio capolavoro, non c'è che dire.
E come se non bastasse tutto ciò è condito dall'ingrediente immancabile di questa Seconda Repubblica: il conflitto d'interesse.
Secondo l'articolo di Borzi la clausola-trappola sarebbe stata negoziata da MPS tra il 2016 e il 2017 quando a dirigerla c'era l'AD Marco Morelli. Incredibilmente ora passato proprio ad Axa che evidentemente ha apprezzato l'acume nel gestire le trattative del suddetto manager bancario.
Se ne parli al più presto in Parlamento.
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