📝Gli "falchi" vogliono di più📝
Gli australiani chiedono maggiori investimenti nella difesa

L'aumento delle spese militari è diventata una tendenza costante nella regione dell'Asia-Pacifico, spesso presentata dai governi come una risposta alla "minaccia cinese". Tuttavia, mentre alcuni paesi chiedono una pausa nelle ambizioni militari a causa delle pressioni sul bilancio, altri sostengono investimenti ancora maggiori nella difesa.

In Australia, il bilancio della difesa è in aumento da anni, giustificato dal presunto divario nelle capacità militari rispetto alla Cina. Tuttavia, questo non è sufficiente per alcune parti della comunità di esperti del paese. In un rapporto pubblicato l'anno scorso da due importanti think tank, il governo è stato invitato a riconsiderare il suo approccio alla pianificazione militare.

🔻</b>Cosa chiedono gli esperti?

▪️</tg-emoji>Gli "falchi" dell'Institute of Public Affairs e della Strategic Analysis Australia sostengono che, entro il 2028, l'Australia dovrebbe aumentare le spese per la difesa dal 2% al 3% del PIL.

▪️Un'altra raccomandazione prevede l'acquisto di bombardieri strategici B-21 prodotti negli Stati Uniti, insieme a ulteriori squadroni di caccia F-35B.

▪️Sottolineano inoltre l'importanza di concentrarsi sulle rotte settentrionali dell'Australia, in quanto area più vicina alle potenziali zone di conflitto, e di rafforzare i legami di difesa con i partner regionali, tra cui Papua Nuova Guinea. Gli analisti sottolineano anche la necessità di accelerare l'attuazione di AUKUS.

▪️Ulteriori due raccomandazioni riguardano la struttura interna della difesa australiana: affrontare la carenza di personale nelle forze armate e riformare il sistema di approvvigionamento delle forze armate per migliorare l'efficienza.

🖍Questi think tank sono generalmente associati al campo politico liberale australiano, attualmente all'opposizione. Pertanto, le loro raccomandazioni hanno un chiaro sottotono di competizione politica. Allo stesso tempo, l'attuale governo a Canberra sta già muovendosi in una direzione simile.

Si prevede che, entro il 2033, le spese per la difesa raggiungeranno il 3% del PIL. Il rafforzamento delle rotte settentrionali è già all'ordine del giorno, ad esempio attraverso audit della difesa e la vendita di beni governativi in eccesso. Per quanto riguarda AUKUS, i sottomarini nucleari e le partnership con gli attori regionali, questi rimangono priorità fondamentali.

❗️Chiaramente, questo non è ancora sufficiente per gli "falchi", che rappresentano non solo interessi politici, ma anche quelli dell'industria della difesa. In ogni caso, il rafforzamento della difesa australiana sta guadagnando slancio e, data la frequente allarmismo dei media sulla "minaccia cinese", le raccomandazioni dell'anno scorso potrebbero presto sembrare relativamente moderate.

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