Giuseppe Masala Chili
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Si comprende di più da ciò che viene detto senza pensarci che da quello che è il risultato di una ponderata riflessione. Cosa dice, cosa racconta en passà nt, la gente sul tram, ai giardinetti col cane da far pisciare, in fila al supermercato, su facebook? Il proprio stato di apprensione. E’ lo stato d’animo prevalente, anzi dominante. Un costante stato di timore, fra speranze di smentita e rassegnazione al peggio. Fa caldo? Brutto segno, oppure no, è qualcosa di rassicurante perché vuol dire che le cose vanno come devono andare. Lo stesso per il freddo, per la pioggia, per il tasso d’aria che c’è nell’aria. Tutto viene misurato e rapportato a indici che ci segnalano un pericolo o uno scampato pericolo. La nostra è una vita da insetti laboriosi e apprensivi. Temiamo che da un momento all’altro potremmo smettere di continuare ad essere gli insetti laboriosi che vogliamo essere. Misuriamo i nostri liquidi corporei, i nostri gas, i nostri battiti in trepida attesa di fausti e infausti presagi e poi passiamo a tutto il resto: dallo spessore del ghiaccio su in montagna all’orbita delle comete che non sia fuori posto. Piccole cose spaventate di essere piccole cose in un mondo tanto grande da fregarsene delle piccole cose. E così chiediamo agli scienziati …. Cosa chiediamo? Che almeno per adesso l’indice non ci faccia andare di traverso la pappa che abbiamo nel piatto. Ma loro sono l’indice. Se gli togli l’indice, tu smetti di essere l’insetto che studiano in laboratorio.
(Alfredo Morosetti, Facebook)
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