Faccio tre tamponi alla settimana come altri milioni di lavoratori.
Posso capire che una parte dell’opinione pubblica ritenga giusto che questo accada. La convinzione che quanto ci viene inflitto serva a sconfiggere il virus è priva di fondamento e denota un certo sadismo, ma ha comunque una sua logica.
Trovo invece incredibile che si continui a dipingere come degli untori le persone come me. Se c’è una categoria che sicuramente non diffonde il covid, questa è quella dei lavoratori non vaccinati e costantemente tamponati. Solo loro si presentano nei luoghi di lavoro con la ragionevole certezza di essere negativi. La stessa cosa non si può dire per i vaccinati che possono benissimo essere dei portatori sani.
Mi rendo conto che sto facendo un ragionamento assurdo. Considerare il prossimo alla stregua di un untore è ripugnante. Non lo ho mai fatto e mai lo farò. Resta il fatto che, seguendo la logica perversa che è ormai diventata senso comune, nei luoghi di lavoro dovrebbero essere i non vaccinati ad aver paura dei vaccinati, e non viceversa.
Purtroppo la vaxxxxnazione è diventata un atto di fede. Chi non vi si sottopone è considerato un eretico e in quanto tale viene ritenuto meritevole di punizione. Per il momento non sono stati edificati i roghi, ma non è escluso che avvenga in futuro. La questione, ammesso lo sia mai stata, non è più sanitaria , ma teologica.

(Dalla bacheca Facebook di Silvio Della Torre)

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Il tampone è la purga per il peccato originale della in inoculazione. Non vi dovete mai dimenticare di cio che state subendo