A UN AMICO
Uriel Crua

Guardami negli occhi e considera quello che sto per dirti:

A febbraio 2020 dicevo che non mi preoccupava il virus in sé, ma la deriva distopica che stava per svolgersi attorno a esso e che avrebbe cambiato totalmente il mio e il tuo mondo, perché era nei “loro” progetti. Lo dichiaravano: "niente sarà come prima". Per una febbre. Avevano un piano, e tu lo negavi.

Mi dicevi che ero “complottista”. Che ero “semplificazionista”

Eppure, le tappe si sono susseguite come la scaletta del copione che ti avevo descritto.

A metà marzo, mentre cantavi dai balconi ed eri contento di non andare a lavorare, ti dicevo che quelle morti erano sospette. Che qualcosa non andava. Si è scoperto dopo che tutti i protocolli erano concepiti apposta per legare le mani a medici e infermieri.

Ad aprile ti dicevo che saremmo arrivati all'obbligo delle mascherelle lerce per i nostri bambini, le prime vittime bersaglio di tutte le mosse. Mi dicevi “ma figurati”. Mi dicevi che ero paranoico. Mi dicevi persino che non l'avresti mai accettato. Poi è successo. E l'hai accettato. Hai accettato di vedere i tuoi figli trattati peggio dei carcerati, e le scuole trasformate in regime di 41-bis. L'hai accettato e non c'è niente che tu oggi possa fare per tornare indietro. Facci i conti con questa cosa.

In estate ti dicevo che la mascherella sudicia l'avrebbero resa obbligatoria ovunque e sempre. Ti dicevo che avrebbero compresso i nostri diritti al cospetto di una narrazione terrorifera fatta di dati strumentalizzati, artefatti, e di proclami giornalistici pompati in modo epilettico. Ti dicevo che avremmo vissuto un autunno di grandi riforme di stampo coercitivo.
Tu sei riuscito a credere che i contagi di ottobre erano causati dalla movida di agosto. Tutti in casa, chiusi. Di nuovo. E per uscire, mascherella all'aperto. Al parco. Da solo. Da bravo.

In autunno ti ho detto che il waterboarding economico, sociale, psicologico serviva a sfondare l'ultimo baluardo rimasto in piedi: il corpo. Ti ho detto che sarebbero arrivati dei sieri miracolosi. Ti ho detto che li avrebbero imposti a tutti. Perché lo scopo era quello: sfondare definitivamente il principio di inviolabilità del corpo.

Ma ero paranoico io. Non possono essere tutti d'accordo, dicevi.

Ebbene: i sieri sono arrivati. E se non li assumi non puoi lavorare, comprare, vendere e mangiare.

Sì, lo so. Non è ancora così per tutti. Ma lo sarà. E sarà solo l'inizio.

Questa volta fatti un favore. Ascoltami. E comincia a lottarmi affianco.

1 comment