Sono sempre più numerosi i giuristi che denunciano la messa in mora della carta costituzionale, ovvero dei principi fondanti del diritto positivo. Il vero e proprio massacro della Costituzione è avvenuto con l’acquisizione della pandemia come strumento di governo, spietato, violento, anti democratico, totalitario. E ora con la guerra alla Russia si compie un ulteriore passo verso la soppressione definitiva di ogni legalità. E’ stato effettuato un colpo di Stato, ma senza armi, con un programma di terrore (consensuale). Naturalmente i costituzionalisti di regime obiettano che le norme della Carta sono tutte vigenti. In effetti de iure è così, ma de facto il regime change è avvenuto ed è pienamente operativo. I marxisti, già con Marx e Engels, ritengono il diritto come un dispositivo storicamente determinato dallo stato dello scontro di classe. La nostra Costituzione nasceva e vigeva in un contesto storico relativamente favorevole per le masse (vittoria sul nazifascismo da parte della Resistenza e dell’Unione Sovietica, avanzata dei comunisti, classe operaia combattiva, ecc.). Oggi la borghesia governa incontrastata, e le regole del “gioco” le detta lei. Marx lo scrisse chiaramente: nello scontro di classe a parità di diritto prevale la forza. Oggi ci misuriamo con la forza feroce della borghesia, e sarà così fino a che non si ribalta la situazione. Del resto loro sono sempre un pugno di banchieri, ma hanno al loro seguito legioni di servitori (e soldati). Valter Rossi, facebook

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