DRAGHI E IL GOVERNO NEL PANICO, E...

La prima riunione del Consiglio dei Ministri dopo il Mattarella bis pare sia stata da film drammatico con Draghi e i ministri del suo regime a fissarsi negli occhi in pauroso silenzio consapevoli del fatto che il patto tra la finanza internazionale e i partiti per portare Draghi al Quirinale è stato sabotato. La politica ha voluto che Draghi rimanesse al suo posto in modo da usarlo come "parafulmine" quando arriverà il disastro sociale ed economico. L'uomo del Britannia ne è consapevole ed è nel panico anche perché non ha alcuno scudo giudiziario.

Caos e panico nel governo

Giorgetti si è scontrato duramente con il ministro (senza) Speranza in merito alle restrizioni, non perché abbia una crisi di coscienza ma semplicemente perché è terrorizzato dagli effetti devastanti che avranno i fallimenti delle piccole e medie imprese su un'economia già desertificata. Giorgetti sa che la rivolta travolgerà il regime, mentre Speranza è talmente lobotomizzato che nemmeno si rende conto di quello che sta per arrivare. Ormai in questo regime tutti si guardano le spalle nel timore che l'uno pugnali alle spalle l'altro. Le lacerazioni che ci sono in questo regime sono troppo profonde per tentare di ricucirle. In prossimità di una bomba sociale che sta per scoppiare e che potrebbe fare sprofondare il Paese nel caos di una guerra civile, la loro unica preoccupazione è quella di salvarsi la pellaccia. Come annunciato da mesi, il Titanic affonda ed è già iniziato il "si salvi chi può".

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https://www.ilgiornale.it/news/politica/draghi-riunisce-cdm-alleati-e-congiurati-lite-giorgetti-2006597.html

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