«Eraclito è, fra tutti, colui il quale, rifiutandosi di spezzettare la prodigiosa Questione, l’ha ricondotta ai gesti, all’intelligenza e alle abitudini dell’uomo senza attenuarne il fuoco, interromperne la complessità , comprometterne il mistero, opprimerne la freschezza giovanile.
Al di là della sua lezione, resta la bellezza senza data, alla maniera del sole che matura sui bastioni ma porta il frutto del suo raggio altrove. Eraclito chiude il ciclo della modernità che, alla luce di Dioniso e della tragedia, si fa avanti per un estremo canto e un ultimo confronto. Il cammino di Eraclito conduce alla tappa oscura e folgorante dei nostri giorni. Come un insetto effimero e pago, il suo dito sbarra le nostre labbra, il suo indice dall’unghia strappata.