Revoca del vaccino Vaxzevria: manovra evasiva o scelta responsabile?

La Commissione Europea, con una mossa che ha scatenato un vespaio di polemiche, ha revocato l’autorizzazione alla commercializzazione del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca. La decisione, datata 27 marzo, è stata presa su richiesta della stessa AstraZeneca e sarà effettiva a partire dal 7 maggio.
Le voci critiche non si sono fatte attendere. Alcuni sostengono che questa revoca permetterà ad AstraZeneca di sottrarsi all’obbligo di fornire ulteriori dati sulla sicurezza del vaccino. Questa interpretazione si basa sul fatto che, senza l’autorizzazione alla commercializzazione, l’azienda non sarebbe più tenuta a presentare studi post-marketing che potrebbero rivelare nuove informazioni sulla sicurezza di Vaxzevria.
La casa farmaceutica ha giustificato la sua richiesta citando la scarsa domanda del prodotto e la presenza sul mercato di altre opzioni vaccinali ritenute più efficaci. Tuttavia, questa spiegazione non ha placato i dubbi di chi vede nel ritiro una manovra per evitare ulteriori indagini sugli effetti collaterali del vaccino, in particolare la sindrome da trombosi con trombocitopenia (TTS), emersa come possibile rischio.
La situazione è ulteriormente complicata dalle azioni legali in corso e dalle confessioni shock emerse durante un processo in Inghilterra, dove è stata ammessa la possibilità, seppur rara, che Vaxzevria possa causare TTS. Queste rivelazioni hanno portato a una class action da parte delle vittime di gravi effetti collaterali, mettendo in discussione la reputazione di AstraZeneca e sollevando interrogativi sulla trasparenza dell’azienda.
Nonostante il ritiro di Vaxzevria, AstraZeneca non sembra intenzionata a uscire dal settore dei vaccini. L’azienda sta infatti sviluppando un nuovo vaccino basato sulla tecnologia mRna, attualmente in fase di sperimentazione, con l’obiettivo di rimanere competitiva nel mercato.
Astrazeneca ritira vaccino anti Covid: revocata autorizzazione in Ue/ "Così non fornirà dati sulla sicurezza" (ilsussidiario.net)

© La situazione critica attuale risiede nel fatto che, nonostante ci siano molte prove e gli effetti collaterali siano seri, sembra che i regolatori sanitari e le istituzioni nazionali ed europee stiano ignorando il problema, continuando con commissioni che sembrano avere solo uno scopo simbolico. In aggiunta, stanno introducendo modifiche al regolamento sanitario e articoli del trattato pandemico nelle leggi locali, anche prima che queste normative siano ufficialmente approvate a livello internazionale, il tutto senza un dibattito pubblico aperto e trasparente.
Io personalmente sostengo con fermezza il diritto alla libertà di scelta, anche di fronte ai tentativi di manipolazione e alle campagne propagandistiche dei governi, poiché le informazioni abbondano su Internet. Se qualcuno ritiene più importante dedicare il proprio tempo a valutare le caratteristiche di un iPhone piuttosto che preoccuparsi della propria salute, non possiamo considerarlo un nostro problema.©


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