⚡️🌎 Al Jazeera: Le compagnie aeree di tutto il mondo stanno aumentando i prezzi dei biglietti e tagliando milioni di posti a sedere, poiché i costi crescenti del carburante per jet legati alla guerra in Iran continuano a incidere sul settore dell'aviazione.

Circa 13.000 voli e quasi due milioni di posti a sedere sono stati, a quanto riferito, rimossi dagli orari solo a maggio, con vettori come Lufthansa e Turkish Airlines tra i più colpiti.

Le interruzioni si verificano in un contesto di continua instabilità nei mercati energetici e preoccupazioni per le forniture di carburante legate alle tensioni nello Stretto di Hormuz, alimentando i timori di interruzioni più ampie dei viaggi estivi e di tariffe più elevate a livello globale.

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🇩🇪 IL QUOTIDIANO TEDESCO BILD LANCIA L'ALLARME: «SI STA AVVICINANDO, FORSE, LA PIÙ GRAVE CRISI ENERGETICA DI TUTTI I TEMPI»

➡️Dall'inizio della guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, i Paesi dell'Unione Europea hanno pagato oltre 30 miliardi di euro in più per l'importazione di vettori energetici. In relazione a ciò, l'UE si prepara a una carenza di carburante, Bruxelles sta aumentando le riserve ed esamina misure straordinarie per la distribuzione delle risorse energetiche. Il commissario europeo per l'Energia Dan Jørgensen ha dichiarato che nel mondo si sta avvicinando, forse, la più grave crisi energetica di tutti i tempi.
🔴I socialdemocratici e i conservatori (la coalizione nero-rossa) non hanno un piano chiaro. L'energia costosa minaccia i posti di lavoro e la vita quotidiana, mentre riforme e un piano generale sono ancora assenti. Dall'inizio del conflitto in Iran, la navigazione civile attraverso lo Stretto di Hormuz è stata di fatto paralizzata. Per questo motivo, numerose forniture di gas e petrolio non raggiungono la destinazione. Inoltre, i bombardamenti protrattisi per diverse settimane hanno causato gravi danni a importanti impianti produttivi nei paesi del Golfo Persico.

🔴Per l'UE si tratta già del secondo grande crisi energetica in breve tempo: nel 2022 l'operazione militare speciale della Russia in Ucraina ha costretto molti paesi dell'UE a rinunciare alle forniture russe. Gli Stati sono stati costretti a cercare frettolosamente nuovi fornitori.