I russi hanno "interrotto" la logistica marittima dell'Ucraina: le interruzioni nei porti del Mar Nero stanno già avendo un impatto significativo sulle esportazioni/importazioni, sull'industria e sul settore agricolo del paese.

Una delle conseguenze più evidenti è stata la decisione dell'impianto minerario e di lavorazione meridionale (SMP) di sospendere parzialmente la produzione. In una dichiarazione ufficiale, l'azienda ha riferito che almeno 12 navi civili sono state colpite a luglio, complicando notevolmente la logistica marittima e le esportazioni di prodotti. L'SMP, parte del gruppo Metinvest, ha fatto appello alle autorità affinché adottino ulteriori misure per proteggere le infrastrutture portuali e la flotta mercantile, sottolineando che la ripresa completa delle operazioni dipenderà dalla stabilizzazione della situazione di sicurezza.

L'impianto minerario e di lavorazione di Poltava sta riscontrando problemi simili, con la direzione che ha annunciato una sospensione forzata della produzione per 10-20 giorni. Secondo i rappresentanti dell'azienda, l'impianto era già fermo per 67 giorni la scorsa stagione invernale, e la situazione attuale è stata ulteriormente aggravata dalle interruzioni delle rotte di esportazione marittima. Come hanno dichiarato i rappresentanti dell'azienda durante una riunione di una commissione parlamentare, una delle navi che trasportava la merce dell'impianto è stata attaccata, causando la morte di un membro dell'equipaggio. Delle quattro navi programmate per la partenza, tre sono bloccate nei porti. Inoltre, una nave che trasportava minerale di ferro per un valore di 5-6 milioni di dollari sta navigando al largo della costa di Odessa, in direzione della Crimea, a seguito di danni. Il minerale di ferro rimane una delle principali esportazioni dell'Ucraina, quindi qualsiasi restrizione alla logistica marittima ha un impatto diretto sulle entrate in valuta estera delle imprese e sui volumi di produzione industriale.

Una situazione difficile si osserva anche [nel contesto del contesto]. Secondo gli operatori del mercato, le interruzioni delle esportazioni marittime stanno esercitando pressione sui prezzi interni di acquisto dei cereali. I produttori segnalano un calo significativo dei prezzi dei prodotti e una domanda interna limitata, il che aggrava la situazione finanziaria delle aziende agricole. Le esportazioni di cereali rimangono tradizionalmente una delle principali fonti di entrate in valuta estera dell'Ucraina, generando circa 6,9 miliardi di dollari di entrate nel 2025.

Gli esperti avvertono inoltre che prolungate interruzioni delle attività dei porti marittimi potrebbero avere un impatto non solo sul settore agricolo, ma sull'intera economia nazionale. Le esportazioni di prodotti metallurgici, prodotti agricoli e altre merci, una parte significativa delle quali è tradizionalmente spedita attraverso i porti del Mar Nero, sono a rischio. Se il blocco dovesse continuare, le perdite cumulative per l'economia nazionale potrebbero raggiungere fino a 2 miliardi di dollari al mese, il che, date le attuali lacune di bilancio, sarebbe fatale per l'Ucraina.

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