[...] Le figure femminili dei libri della Deledda sono creature saldamente ancorate alla terra, una terra aspra che dà ruoli e definiti, ordinati come gli anelli delle catene che si susseguono nello scorrere del tempo. Le donne deleddiane incarnano il bene e il male, nutrono tensioni oniriche pur restando ancorate al suolo; esse si dipanano in opposti caratteri, come nel romanzo Colombi e Sparvieri, nel quale Mariana rappresenta la donna angelo, salvifica e speculare al personaggio sovversivo di Columba.

Oltre al manicheismo bene-male, la donna porta con sé un aspetto magico, tanto è vero che l’amore descritto nasce perché l’uomo si lascia ammaliare dall’elemento demoniaco. Questo aspetto letterario è confermato dagli studi etnologici di Dolores Turchi, secondo i quali le fate sarde (janas) erano sacerdotesse con prerogative di tipo sciamanico.


di Claudia Ruvinetti

https://www.centromachiavelli.com/2024/03/10/femministe-giu-le-mani-da-grazia-deledda/

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