Mercoledì 25 vi aspetto a Rapallo. Si torna a parlare (finalmente) di ciò che davvero conta per il nostro Paese: della necessità di una moneta sovrana.

10 comments

Avvocato la moneta per essere veramente sovrana deve essere proclamata di proprieta' dei cittadini all'atto dell'emissione.....cit .Prof. G.Auriti.....
Il tema che mi ha "svegliato" tramite la pura logica e senza dover scegliere fonti a cui credere o un'ideologia a cui aderire.
Chi mi ha seguito in questi anni conosce la mia prudenza e il mio realismo: sa che non amo i sensazionalismi e che non spargo mai inutile pessismo.
Questa volta però dico che ci siamo vicini. Un attacco americano all'Iran può essere davvero il casus belli perfetto per una Terza Guerra Mondiale. Gli Stati Uniti lo sanno, e a mio avviso è questo il motivo per cui c'è ancora una certa titubanza, quanto meno non c'è ancora stato un attacco, al di là dei tempi tecnici per dislocare i B2 a Diego Garcia e portare nel teatro gli asset necessari.
Gli Stati Uniti si trovano in un vicolo cieco: non possono sconfessare il loro alleato, né lasciarlo logorare da una guerra con l'Iran che sta già perdendo.
Russia e Cina - che intervengano direttamente o meno non importa - non possono ugualmente perdere il loro alleato iraniano.
Chiunque faccia un passo indietro ora ha perso la lotta strategica per l'egemonia globale.
Ci può essere un narrow escape: i bombardieri americani fanno uno strike su qualche sito iraniano, dicono di aver ottenuto il loro obiettivo, e la Repubblica Islamica rimane in piedi, anche se uscirà dalla AIEA e dai trattati di non proliferazione nucleare, ponendosi sullo stesso piano di Israele.
Ma questa opzione è molto difficile, sul filo del rasoio. La dirigenza fanatica di Israele, non accetterà l'esistenza della Repubblica Islamica e continuerà a proclamare il rischio dell'atomica.
Probabilmente, per avere risultati duraturi, servirà una seria mediazione e accordo sulle sfere di influenza fra Cina, Russia e Stati Uniti, e Iran. Ma nessuno sa dire quanto questo sia voluto a Washington, ben sapendo che la lobby sionista ha un peso enorme nelle decisioni dell'amministrazione americana, qualunque essa sia.
Non so che farà Trump, che Dio lo perdoni, ma se attacca ritengo la probabilità di una guerra mondiale intorno al 50-60%.
Matt Martini
SIAMO DAVVERO SULL'ORLO DELLA GUERRA NUCLEARE.
MACGREGOR: ADDIO A ISRAELE, SE USERÀ L'ATOMICA

«Giunti a questo punto c'è la concreta possibilità che Israele usi l'atomica, ma questa sarebbe la sua fine». Lo afferma l'ex colonnello Douglas Macgregor, già consigliere senior del ministero della difesa nel 2020, quando Trump l'avrebbe voluto a capo del Pentagono. Allarme rosso, dunque: se Israele ricorresse alla cosiddetta Opzione Sansone (“muoia Sansone con tutti i filistei”), ritenendo l'Iran un “pericolo esistenziale” per la propria sopravvivenza, il giorno dopo qualcuno fornirebbe all'Iran le testate atomiche con cui rispondere. «Per la prima volta nella sua storia – dice un analista come Umberto Pascali – l'insediamento sionista creato in modo discutibile nel 1948 è davvero sull'orlo del baratro».

Sottolinea lo stesso Pascali: l'attacco a sorpresa contro l'Iran nella notte tra il 12 e il 13 giugno è scattato alla vigilia dell'attesissimo negoziato Usa-Iran fortemente voluto da Trump per disinnescare le tensioni mediorientali. «L'accordo, mediato da Putin, prevedeva un limite entro cui arricchire l'uranio per il nucleare civile iraniano, in cambio della rinuncia da parte di Teheran alla bomba atomica. Quindi l'attacco è servito a sabotare il piano di pace». Tutto questo, aggiunge Pascali, ricorda la drammatica crisi del 1960, quando la Cia di Allen Dulles e James Jesus Angleton fece fallire il vertice programmato a Parigi da Einsehower e Khrushev per metter fine alla guerra fredda.

«Fu organizzato un volo a bassa quota del famoso aereo-spia U2, che venne ovviamente abbattuto dai sovietici. Una volta a terra, il pilota – opportunamente istruito – disse ai russi che non potevano fidarsi delle promesse di Eisenhower. E così il vertice di Parigi saltò». Un altro sfortunato promotore della pace fu il successore di Eisenhower, cioè John Fitzgerald Kennedy: sappiamo come finì. Poco prima di essere ucciso, si era infuriato con Israele avendo scoperto la costruzione clandestina, con il supporto francese, della centrale nucleare di Dimona, nel Negev. Il premier israeliano Ben Gurion preferì dimettersi, pur di non dover accorrere a Washington a dare spiegazioni.

Ora tocca a Trump, sostiene Pascali: se il capo della Casa Bianca fa la faccia feroce con gli ayatollah, valutando addirittura l'ipotesi di assassinare Khamenei e impegnare direttamente le forze armate statunitensi contro l'Iran, è solo per non sembrare vittima della situazione. «Ha detto che era perfettamente al corrente dell'offensiva di Israele, è vero: ma l'ha fatto perché, per un leader, non c'è cosa peggiore di dover ammettere la propria impotenza». Per Pascali, Trump è stato scavalcato. «Come quando, nel 2020, si costrinse a rivendicare l'uccisione del generale Soleimani, che in realtà si trovava a Baghdad per siglare accordi di pace».

Il più terribile dei pericoli, in questi casi? La false flag. E se qualcuno prendesse di mira le basi Usa, per poi incolpare Teheran, in modo da scatenare l'intervento militare americano? Nessuno dimentica il tragico precedente dell'8 giugno 1967: durante la Guerra dei Sei Giorni, aerei e natanti israeliani attaccarono la nave-spia Uss Liberty uccidendo 34 membri dell'equipaggio e ferendo 171 marinai. L'imbarcazione statunitense, ormai il balia degli aggressori, sarebbe colata a picco. Si salvò solo grazie all'avvicinarsi di un incrociatore russo, la cui presenza indusse gli attaccanti a dileguarsi.

Si ipotizza che il piano fosse piuttosto semplice, oltre che spregiudicato: far credere che la nave fosse stata attaccata dagli egiziani, per convincere gli Usa a intervenire nel conflitto. Ufficialmente, il caso si chiuse con la tesi dell'errore, come se gli israeliani avessero scambiato la Liberty per un vascello del Cairo. Operazioni di questo genere, secondo Umberto Pascali, sono ascrivibili all'entità-ombra che pilota alcuni governi: la cupola oligarchica dei padroni del denaro.
«C'è la loro mano dietro tutte le tensioni recenti: la guerra in Ucraina, l'attacco ai bombardieri nucleari russi, l'escalation in Israele, le scintille tra India e Pakistan per il Kashmir, la Cina contro Taiwan. Quello dell'ex Impero Britannico di marca Rothschild è un potere pericolosissimo, che si è infiltrato in tutti gli Stati: e oggi è nel panico, perché teme di perdere tutto».

La situazione è davvero orribile: la peggiore, forse, dal 1945. Fonti di stampa parlano di “fuga di massa da Israele”, dove le città vengono sventrate dai missili ipersonici iraniani. Secondo Putin, il potenziale atomico dell'Iran è intatto, mentre gli attacchi di Israele rafforzano il consenso al regime degli ayatollah. Mosca comunque ammette: siamo di fronte al rischio di una catastrofe atomica. E questo, sottolinea Tulsi Gabbard (servizi segreti Usa), «senza che esista il minimo elemento che comprovi la realizzazione di armi nucleari da parte dell'Iran». Se però Teheran venisse davvero colpita con l'atomica – è il monito di Macgregor – allora l'Iran la sua bomba l'avrebbe: e per Israele, a quel punto, sarebbe la fine.

«A parte il Pakistan, sono tanti i soggetti che potrebbero fornire atomiche a un Iran bombardato con armi nucleari», sostiene Pascali. «Per esempio la Corea del Nord, o altri paesi. Non dimentichiamo che la stessa Cina si sente estremamente minacciata da un attacco distruttivo, capace di destabilizzare l'Iran. La Cina, che è anch'essa una potenza atomica come la Russia, dipende in gran parte dall'energia fornitale proprio dall'Iran». Come estrema misura di ritorsione, gli iraniani potrebbero chiudere lo Stretto di Ormuz che delimita a sud il Golfo Persico: «Da Ormuz transita almeno il 20% del petrolio mondiale, ma la percentuale destinata ai cinesi è molto più alta. Per la Cina questo sarebbe un vero “pericolo esistenziale”».

Putin, assicura lo stesso Pascali, vuole evitare la guerra a tutti i costi. «Sa che il vero nemico è la cupola oligarchica, che utilizza Israele e persino gli Usa, nonostante Trump stia facendo di tutto per sottrarvisi». La “cupola” sembra parlare anche attraverso personaggi come il tedesco Merz, emissario del fondo BlackRock: secondo il cancelliere, «Netanyahu sta facendo il lavoro sporco per tutti noi». Ecco perché andrebbe letta tra le righe l'ambiguità di Trump: il presidente Usa ha a che fare con guerrafondai veri, difficili da controllare. Negli Stati Uniti la preoccupazione è palpabile. Chiosa Ray McGovern, eminente analista già in forza alla Cia: «La cosa più importante è che regga l'accordo fra Trump e Putin».
Giorgio Cattaneo (da Facebook)

(Pascali sul canale Il Vaso di Pandora con Carlo Savegnago:
https://www.youtube.com/watch?v=wZr4ovOtwrY)
Massimo
Ci sarà modo di seguire la conferenza in streaming o sarà disponibile su YT per chi non riuscisse a partecipare? Grazie.
Anch'io sarei interessato allo streaming.
Trump sotto la pressione sionista decide di inviare i bombardieri B2 ad attaccare i siti nucleari iraniani. Ma prima, avverte Teheran

- Nelle ore precedenti telefonata molto tesa Israele-USA con richiesta pressante di un ingresso USA nel conflitto (i sionisti sono allo stremo delle loro forze)
- L'Iran riempie di terra i tunnel di ingresso ai siti nucleari, sapendo che l'attacco stava per arrivare
- Trump avvisa Teheran dicendo che non si tratta di guerra totale ma di un unico attacco
- Attaccati tre siti nucleari : Fordow, Natanz, Isfahan
- Trump parla di distruzione totale, Teheran di lievi danni
- Non ci sono radiazioni significative segnalate nelle aree (ma cosa hanno colpito quindi?)
- L'Iran nel frattempo continua a bersagliare lo Stato sionista e ha anche distrutto il centro top-secret per le armi biologiche di Ness Ziona, a 20 km da Tel Aviv
- Tel Aviv intanto assomiglia sempre di più a Gaza (mai vista così)
- Come avevamo scritto, nel momento in cui venissero attaccati i siti nucleari iraniani, Teheran avrebbe avuto il via libera per alzare ulteriormente il livello di scontro e piallare lo Stato sionista che ormai è quasi privo di difese (ha iron dome che è diventato paper dome)
- In tutto ciò, interessantissimo sarà valutare la reazione di Putin e dei BRICS. Se sarà soft, come prevedibile, vorrà dire che dietro questo attacco in realtà ci sono accordi antecedenti ben precisi fra Trump e Putin

Bisognava dare il via libera all'Iran di poter piallare in totale serenità Israele?
Se Putin non muove un dito, il semaforo, è verde.

🔗 In_Telegram_Veritas
anche con moneta sovrana se siamo schiavi Usa e uè non andiamo da nessuna parte
BrescianoDOCG M.A.S.
Trump sotto la pressione sionista decide di inviare i bombardieri B2 ad attaccare i siti nucleari iraniani. Ma prima, avverte Teheran - Nelle ore precedenti telefonata molto tesa Israele-USA con richiesta pressante di un ingresso USA nel conflitto (i sionisti sono allo stremo delle loro forze) - L'Iran riempie di terra i tunnel di ingresso ai siti nucleari, sapendo che l'attacco stava per arrivare - Trump avvisa Teheran dicendo che non si tratta di guerra totale ma di un unico attacco - Attaccati tre siti nucleari : Fordow, Natanz, Isfahan - Trump parla di distruzione totale, Teheran di lievi danni - Non ci sono radiazioni significative segnalate nelle aree (ma cosa hanno colpito quindi?) - L'Iran nel frattempo continua a bersagliare lo Stato sionista e ha anche distrutto il centro top-secret per le armi biologiche di Ness Ziona, a 20 km da Tel Aviv - Tel Aviv intanto assomiglia sempre di più a Gaza (mai vista così) - Come avevamo scritto, nel momento in cui venissero attaccati i siti nucleari iraniani, Teheran avrebbe avuto il via libera per alzare ulteriormente il livello di scontro e piallare lo Stato sionista che ormai è quasi privo di difese (ha iron dome che è diventato paper dome) - In tutto ciò, interessantissimo sarà valutare la reazione di Putin e dei BRICS. Se sarà soft, come prevedibile, vorrà dire che dietro questo attacco in realtà ci sono accordi antecedenti ben precisi fra Trump e Putin Bisognava dare il via libera all'Iran di poter piallare in totale serenità Israele? Se Putin non muove un dito, il semaforo, è verde. 🔗 In_Telegram_Veritas
Io non credo i piani di attacco all Iran sono datati e lo hanno detto gli ufficiali americani pure giulietto chiesa molti anni fa e lo ricorda pure Brian berletick.Ma ti pare che netaniahu si fa pigliare per il culo da Trump come minimo lo fanno fuori i sionisti.e per inscenare sto teatrino invadono un paese sovrano Israele bombarda siti nucleari elimina i vertici militari non solo recenti ma anche pregressi? e Putin per compiacere Trump che gli ha attaccato la triade nucleare te l altro e d e causa della morte di decine di migliaia di russi etc gli consente di fare la sceneggiata? dico siamo mica al cinema o al circo..mica son tutti pagliacci come gli americani